Val Rosandra: scalatore morso da una vipera durante un’arrampicata
Un 26enne è stato morso da una vipera mentre arrampicava in Val Rosandra. Soccorso dal 118 dopo essere sceso autonomamente al Rifugio Premuda, è stato ricoverato in codice giallo a Cattinara.
Sono stati momenti di forte apprensione quelli vissuti nella mattinata di domenica 17 maggio in Val Rosandra, nel triestino, dove un giovane scalatore è stato morso da una vipera mentre era impegnato in un’arrampicata insieme ad alcuni amici.
L’incidente è avvenuto intorno alle 11.30. Secondo le prime informazioni, il ragazzo, un 26enne, sarebbe stato improvvisamente attaccato dal rettile durante la salita. Nonostante il dolore e lo spavento, il giovane è riuscito a mantenere la calma e, con l’aiuto dei compagni, ha iniziato la discesa lungo il sentiero fino a raggiungere autonomamente il Rifugio Premuda, situato a fondo valle.
Nel frattempo è stata allertata la Sores, la sala operativa regionale dell’emergenza sanitaria. Al rifugio il gruppo ha trovato il personale del 118, intervenuto con un’ambulanza e un infermiere a bordo. I sanitari hanno prestato le prime cure al giovane, monitorando e stabilizzando i parametri vitali per evitare possibili complicazioni dovute al veleno inoculato dal serpente.
Dopo il primo intervento sul posto, il 26enne è stato trasferito in ambulanza all’Ospedale di Cattinara, dove è stato ricoverato in codice giallo per ricevere la terapia necessaria. Le sue condizioni sono considerate serie, ma fortunatamente il giovane non sarebbe in pericolo di vita.
Cosa fare in caso di morso di vipera?
L’episodio ci riporta alle norme di comportamento da attuare, soprattutto a partire da questo periodo dell’anno, riguardo la possibile presenza in parete delle vipere che, soprattutto nei mesi più caldi, diventano maggiormente attivi.
In caso di morso di vipera è fondamentale mantenere la calma e chiamare immediatamente i soccorsi tramite il numero unico di emergenza 112, evitando movimenti inutili che potrebbero favorire la diffusione del veleno nel corpo.
La persona colpita dovrebbe immobilizzare l’arto interessato e raggiungere un luogo sicuro senza correre o affaticarsi troppo. È importante non incidere la ferita, non succhiare il veleno e non applicare lacci emostatici, pratiche ormai considerate inutili e potenzialmente pericolose. Se possibile, bisogna rimuovere anelli, bracciali o oggetti stretti prima che l’arto inizi a gonfiarsi.
In montagna, soprattutto nelle giornate calde, è consigliabile inoltre prestare attenzione quando si appoggiano mani o piedi tra rocce, erba alta e muretti a secco, habitat tipici in cui le vipere possono nascondersi.











