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Schuetzen: marcia sull'alpino di Brunico

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BOLZANO — Il monumento degli alpini di Brunico è nel mirino degli Schuetzen. Secondo il noto gruppo di autonomisti tirolesi, la statua simboleggerebbe il fascismo e andrebbe distrutta. La data della marcia è fissata, sarà il 25 aprile. Ma l’iniziativa, molto criticata, ha riscosso molte polemiche ed ha dato luogo ad un acceso botta e risposta tra gli Schuetzen e l’Associazione Nazionale Alpini.

Il monumento degli alpini di Brunico ha una storia travagliata. Costruito nel 1938 per onorare gli alpini della divisione Pusteria caduti in Etiopia, è stato più volte distrutto e ricostruito durante e dopo le guerre dagli estremisti che volevano l’annessione dell’Alto Adige all’Austria. L’ultimo attentato, nel 1979, lo ha ridotto solamente al busto che oggi poggia su un basamento di porfido.

Oggi, però, è di nuovo a rischio. Gli Schuetzen, che da sempre si ergono a difensori dei valori cristiani e delle tradizioni del Tirolo, agendo a volte in contrasto con le autorità italiane, hanno informato la stampa che per la giornata della Liberazione ci sarà una marcia sul monumento, seguita da una discussione pubblica sul "fascismo nel terzo millennio in Sudtirolo". Secondo quanto riferito dal periodico tedesco Zett, avrebbero persino invitato a tenere un’orazione ufficiale un nipote di Haile Selassie, che fu imperatore d’Etiopia nel Trentennio.

"Siamo sorpresi e preoccupati – ha commentato il consiglio direttivo dell’Ana dopo aver appreso la notizia -. La storia non si cancella con le armi o con le ruspe. Se gli Schützen vorranno discutere con gli storici dell’Ana il significato di quel monumento, ci troveranno disponibili. Le armi della critica non ci spaventano, ma ci inquietano, e non poco, quelli che vorrebbero passare alla critica delle armi, o meglio delle ruspe".

Per tutta risposta, gli Schuetzen hanno invitato gli alpini al forum sul fascismo del terzo millennio per discutere delle sorti del monumento all’alpino, chiedendo l’invio di uno storico che però fosse in grado di parlare in lingua tedesca.

Durissima la reazione del presidente dell’Ana, Corrado Perona, che ha declinato l’invito degli Schuetzen con una lettera ufficiale, scaricabile sul sito dell’Ana.

"Non siamo interessati a parlare di fascismo del terzo millennio – dice Perona -. Non vi è dubbio che il monumento dell’alpino di Brunico rappresenta l’omaggio all’uomo semplice e perbene delle nostre montagne che si è trovato a servire la Patria con una divisa addosso, e che lo ha fatto mantenendo intatta la sua innata umanità. La vostra, per contro, è una battaglia di retroguardia che, nascondendosi dietro un antifascismo di maniera, dissimula in realtà un’aggressione ai simboli dell’italianità consolidati in spregio ai patti di pacifica convivenza che hanno contraddistinto la Provincia negli ultimi decenni".

A spalleggiare gli alpini, anche le autorità locali. "E’ un errore volere mischiare il fascismo con gli Alpini – ha detto Alessandro Urzì, consigliere regionale del Trentino Alto Adige e consigliere provinciale di Bolzano per Alleanza nazionale -. L’accostamento è ingeneroso e volgare. Nell’immaginario collettivo gli Alpini sono la rappresentazione non esclusivamente di uno dei corpi militari italiani ma anche di uno spirito, quello della solidarietà, dell’amicizia, della fratellanza. Noi siamo e saremo dalla parte dei portatori di pace, degli Alpini, e mai dei provocatori".
 

Sara Sottocornola


Info e foto courtesy of www.ana.it

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