Avvistato un cucciolo di leopardo delle nevi tra le vette dell’Helan
La nascita in natura di un cucciolo di leopardo delle nevi, la prima dopo 70 anni, testimonia il successo del progetto di reintroduzione sui Monti Helan in Cina, offrendo un piccolo grande segnale di speranza per il futuro del "fantasma delle montagne".
Lo scorso 22 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, i media cinesi hanno diffuso immagini straordinarie, che rappresentano un piccolo grande successo nella conservazione delle specie. Si tratta di un breve video che mostra un cucciolo di leopardo delle nevi tra le vette dell’Helan che, con irresistibile curiosità, si avvicina a una fototrappola nascosta e ne lecca l’obiettivo. Dietro di lui, la madre cammina fiera e tranquilla tra le rocce scoscese delle montagne del nord-ovest della Cina.
Questo tenero video non è solo testimonianza di un momento di straordinaria dolcezza, ma rappresenta un segnale di speranza: la nascita in natura di questo cucciolo simboleggia infatti la rinascita di una specie che, in questa catena montuosa, che funge da confine naturale tra Mongolia interna e Ningxia, era scomparsa da quasi settant’anni.
Il progetto di reintroduzione del leopardo delle nevi nei Monti Helan
Il filmato rappresenta un piccolo trionfo della scienza della conservazione. La madre del cucciolo è stata rilasciata nel 2024 nell’ambito di un programma di reintroduzione lanciato nel 2021, mentre il piccolo sarebbe nato nel 2025. Avendo superato l’anno di vita al fianco della madre, il cucciolo ha ufficialmente raggiunto lo standard per essere considerato un successo di riproduzione selvatica naturale.
Per la Cina si tratta di una svolta storica: la popolazione dei Monti Helan è entrata in una nuova fase di riproduzione autosufficiente.
Il leopardo delle nevi (Panthera uncia) era svanito da queste vette negli anni Cinquanta del Novecento. L’impegno nel ripristino della popolazione è stato avviato con l’istituzione della Riserva Naturale Nazionale dei Monti Helan, un’area protetta che tutela 75 specie di animali protetti a livello nazionale, tra cui la pecora azzurra dell’Himalaya (tra le prede principali del leopardo). Grazie all’area protetta, la popolazione di pecore azzurre era aumentata fino a 40.000 capi nel 2018, ma l’assenza di un predatore apicale rischiava di distruggere l’ecosistema per sovrapascolamento.
Nel 2021 il Paese ha avviato un programma di reintroduzione che ha visto finora protagonisti 8 esemplari provenienti da Gansu, Xizang e Xinjiang, addestrati alla caccia in enormi recinti di oltre 20.000 metri quadrati prima del rilascio e monitorati costantemente con collari satellitari e 500 fototrappole. Oltre a ripristinare l’equilibrio locale, questo progetto mira a creare un corridoio biologico vitale, che possa collegare le popolazioni isolate di leopardi del nord e del sud del mondo, favorendo una migrazione e uno scambio genetico cruciali per la sopravvivenza e la diffusione della specie.
Un mondo difficile per il fantasma delle montagne
Noto come il “fantasma delle montagne” per la sua straordinaria capacità di mimetizzarsi tra le rocce grazie al meraviglioso mantello grigio-bianco a rosette nere, il leopardo delle nevi è un capolavoro di evoluzione d’alta quota. Le zampe posteriori gli permettono balzi incredibili (fino a sei volte la lunghezza del corpo) e la lunga coda funge da timone per l’equilibrio e da coperta contro il gelo.
Animale solitario e crepuscolare, vive in aree impervie tra le vette di 12 Paesi asiatici: Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. Le stime globali dello Snow Leopard Trust indicano una popolazione selvatica residua compresa tra i 3.920 e i 6.390 individui. L’areale totale copre una superficie di quasi 2 milioni di chilometri quadrati, con il 60% dell’habitat situato in Cina. Nonostante gli enormi sforzi posti nella sua conservazione, la specie resta classificata dalla IUCN come “vulnerabile” e il suo futuro rimane incerto. Come evidenziato dal WWF, nonostante i dati positivi che emergono da progetti di protezione, essendo circa il 70% dell’areale inesplorato, “è molto probabile che la popolazione di leopardi delle nevi sia in declino.”
Le minacce alla sua sopravvivenza sono molteplici. Il bracconaggio per il mercato illegale si stima che sottragga ogni anno centinaia di esemplari alla natura. A questo si aggiunge il conflitto umano-animale: a causa dell’espansione del bestiame domestico e del declino delle prede selvatiche per la caccia sregolata, i leopardi attaccano talvolta le mandrie, subendo uccisioni ritorsive da parte dei pastori locali. Infine, il cambiamento climatico sta avendo profondi impatti sugli ecosistemi d’alta quota. Un contesto non roseo, in cui l’apparizione di un cucciolo tra le vette è dunque da considerarsi un piccolo miracolo.





