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Usa-Cina: duro scontro sul Tibet

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PECHINO, Cina — All’indomani della pubblicazione del rapporto del Dipartimento di Stato americano sui diritti umani, il governo cinese reagisce seccamente alle accuse di violazioni, sostenendo, senza mezzi termini, che con questo documento gli Stati Uniti stanno interferendo negli affari interni della Cina.

Nel mirino di Washington – che peraltro la scorsa settimana, per bocca del segretario di Stato Hillary Clinton, sosteneva che la questione dei diritti umani non deve interferire nella cooperazione fra i due colossi – non solo la questione interna cinese, ma anche i rapporti con il Tibet, da tempo sotto il giogo militare dei comunisti.
 
Nel rapporto, inserito nell’annuale pubblicazione «2008 Country Reports on Human Rights Practices» si legge che "i risultati  del governo cinese in materia di diritti umani rimangono scarsi e in alcune zone sono addirittura peggiorati". Il documento denuncia "uccisioni extragiudiziali e torture, confessioni estorte e ricorso ai lavori forzati".
 
Il riferimento al Tibet, che da anni sopporta una pesantissima dittatura militare che ha portato all’esilio del Dalai Lama, è fin troppo evidente. Il rapporto americano denuncia la "grave repressione religiosa", la detenzione e persecuzione degli attivisti che si battono per il rispetto dei diritti umani. E poi lancia un affondo pesante alle Olimpiadi che "non sono servite per aiutare la Cina ad avvicinarsi agli standard internazionali". Anzi, il numero delle violazioni si è impennato proprio in concomitanza dei Giochi e dela loro preparazione.
 
Il che è intollerabile per una democrazia occidentale. Da qui le pressioni di Washington per una soluzione, quantomeno negoziata della questione tibetana. Sulla questione era intervenuto anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che nelle settimane scorse aveva conferito la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, oltre ad auspicare una ripresa del dialogo.  
 
E invece no. Pechino sceglie ancora una volta il muso duro: "Il rapporto americano ignora gli sforzi e i risultati storici ottenuti dalla Cina che sono stati ampiamente riconosciuti dalla comunità internazionale" dice la Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale del governo cinese.
 
E rincarando la dose. "Quel rapporto volontariamente ignora e distorce fatti fondamentali, esprime critiche senza fondamento sulle condizioni dei diritti umani in Cina e affermazioni a caso e irresponsabili sul sistema etnico, religioso e giuridico cinese". 
 
WP

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