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Everest: di nuovo chiuso il versante Nord

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LHASA, Tibet — Trovano oggi conferma le voci, in circolazione da molti mesi, riguardo una nuova chiusura del versante tibetano dell’Everest. Le spedizioni alpinistiche e, in generale, tutti i turisti stranieri diretti in Tibet, dovranno attendere il 1 aprile prima di entrare nel paese: le autorità cinesi temono disordini in occasione del cinquantesimo anniversario dell’esilio del Dalai Lama, che cadrà il 10 marzo.

Dopo la chiusura totale dell’anno passato, dovuta alla salita della fiaccola olimpica e al timore di disordini legati alla questione tibetana, la Cina impone nuovamente delle limitazioni al turismo in Tibet e alle scalate delle sue montagne di confine.

Secondo le ultime notizie, il versante Nord dell’Everest rimarrà chiuso e inaccessibile agli alpinisti fino al 1 aprile. Ma non solo. Nessun turista potrà entrare in Tibet per tutto il prossimo mese.

"E’ vero – conferma Renato Moro, responsabile di una nota agenzia di trekking internazionale e membro dell’Uiaa -. Il Tibet resterà chiuso a tutti i turisti stranieri fino al 30 marzo per motivi di sicurezza. Solo ad aprile turisti e alpinisti potranno accedere alle montagne. La notizia mi è stata riferita pochi giorni fa dal nostro corrispondente in Tibet e ha trovato conferma in diverse fonti locali".

La Cina teme in particolare la data del 10 di marzo: quel giorno, ogni anno, il popolo tibetano marcia in memoria del "Tibetan Uprising Day", anniversario della rivolta del 1959 contro la Cina, conclusasi con la sconfitta dei tibetani e l’esilio del Dalai Lama Tenzin Gyatso. L’anno scorso, quest’evento fu occasione di violenti scontri tra i monaci e le forze di polizia cinesi e per quest’anno si temono nuovi disordini.
 

Sara Sottocornola

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