Alpinismo

Barmasse: bloccati in Cile dalle forze dell'ordine

immagine

PUERTO NATALES, Cile — "Siamo trattenuti dalle forze dell’ordine cilene per accertamenti. E’ incredibile. Abbiamo attraversato un ghiacciaio per un passo inespolarato e per questo ci hanno forse confuso con dei soggetti pericolosi". Nuove difficoltà per i Ragni di Lecco Daniele Bernasconi e Giovanni Ongaro e il valdostano Hervè Barmasse in Patagonia. Gli alpinisti, dopo aver attraversato lo Hielo Continental, non riescono a tornare in Argentina per via di complicate difficoltà burocratiche.

"E’ incredibile – racconta Barmasse dal Cile -. Prima ci rubano viveri, fornello e gas in Argentina. Poi arriviamo ai piedi del Cerro Riso Patron attraversando lo Hielo Continental solo grazie all’istinto, perchè il GPS si e rotto quando una delle slitte è caduta in un crepaccio. Quando finalmente, in una giornata di bel tempo, riusciamo con i nostri occhi a vedere la montagna per la quale abbiamo organizzato questa spedizione, vediamo che per colpa di un oceano di crepacci e seracchi non arriveremo mai ai suoi piedi. E passiamo da uno stato di euforismo a una classica arrabbiatura".

"Quindi scendiamo al Fiordo Falcon in Cile – prosegue l’alpinista valdostano -, finiamo la traversata per un nuovo percorso, affascinante, spettacolare, a suo modo interessante. E qui, in Cile, veniamo trattenuti dalle forze dell’ordine per accertamenti. Dopo sette giorni ancora siamo bloccati per lo stesso motivo… Sicuramente un’ esperienza che non dimenticheremo. Come si dice: Non tutte le ciambelle vengono con il buco. Aspettiamo e vediamo".

Al momento, bloccati in Cile si trovano Barmasse, Bernasconi e Ongaro, a cui sono stati ritirati provvisoriamente i documenti di viaggio. Il ragno Mario Conti, invece, è riscito ad uscire dal paese e si trova già a El Chalten, in Argentina. "C’è solo da aver pazienza – ha detto il presidente dei Ragni di Lecco Alberto Pirovano -. Laggiù la burocrazia non è così semplice. Ma confido che i ragazzi possano rientrare la settimana prossima".

Sara Sottocornola

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close