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Skialp: la Cdm a Brunod e Reichegger

TRENTO — E’ toccato alla Lagorai Cima d’Asta assegnare la Coppa del Mondo di sci alpinismo a coppie. Il trofeo è finito nelle mani degli Alpini dell’esercito Manfred Reichegger con Dennis Brunod e delle atlete dello Sci Club Alta Valtellina Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini. Secondi, nella classifica di coppa, Dennis Trento e Martin Riz.

La gara, invece, è stata vinta da Guido Giacomelli e Hansjorg Lunger tra gli uomini, seguiti dalla coppia Brunod Reichegger e dai francesi Patrick e Didier Blanc. Al femminile, trionfo delle imbattibili bormine Martinelli e Pedranzini seguite da Izaskun Zubizarreta con Sophie Dusautoir Bertrand e da Cristina Bes Ginesta con Emma Roca Rodriguez.

Questa la breve cronaca, ma al di la dell’indubbio valore agonistico dei nostri interpreti, è amaro segnalare il sempre più scarso interesse che questa Coppa del Mondo esercita sugli atleti e sulle Federazioni della varie Nazioni.

Qualche numero per dare un’idea. Le nazioni presenti ai Campionati del Mondo sono state ben 28. Le Nazioni presenti ad eventi internazionali riconosciuti, come il Trofeo Mezzalama o la Pierra Menta, sono sempre circa una dozzina. Mentre per la finale di Coppa del Mondo, sono state soltanto 3 oltre all’Italia. Al maschile, tre coppie francesi, una Andorrana e una spagnola. Al femminile, una coppia spagnola e una mista Spagna-Andorra.

Questo scarso "appeal" della coppa del mondo è un fatto molto strano, dato che è sempre maggiore il numero dei partecipanti alle gare sci alpinistiche. Alla Lagorai Cima d’Asta c’erano circa 150 le coppie al via, un numero altissimo se consideriamo la severità del tracciato.

Inoltre, è sempre maggiore anche il numero delle gare, e crescente anche l’interesse mediatico nei confronti dello sci alpinismo. Nonostante queste premesse la “Coppa” non decolla. Ormai queste gare sono realizzate solo con l’appoggio delle Regioni e degli enti pubblici.

Forse, la formula della "World Cup" sarebbe completamente da riprendere in mano. Forse, andrebbe rilanciata come merita con l’accordo di tutti gli organizzatori, degli atleti e delle Federazioni. Anche perchè a pagare è il livello agonistico: è molto più facile che atleti di medio livello entrino nei primi dieci in classifica di una gara di Coppa del Mondo, piuttosto che ad una Pierra Menta, ad una Sellaronda o di altre classiche.

Questo, ovviamente, ha una ripercussione negativa sul livello percepito dello sci alpinismo all’esterno: si ha l’impressione che il livello agonistico dello scialpinismo sia piuttosto basso. Ecco un’altra bella sfida per la nuova federazione.

Salini Luca 

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