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Trento: la medicina sbarca al Filmfestival

TRENTO — Miti da sfatare e verità da confermare. La medicina d’alta quota sbarca al Filmfestival di Trento con un convegno scientifico ricco di curiosità e approfondimenti sui temi più discussi dagli esperti negli ultimi anni.

Rischi cardiovascolari durante l’attività fisica in montagna. Patologie da sovraccarico agli arti nella pratica alpinistica. La montagna come ambiente riabilitativo per pazienti affetti da malattie respiratorie croniche e da diabete e sindrome metabolica.

Nell’edizione 2008 la più famosa rassegna cinematografica sulla montagna aprirà i battenti con uno speciale "pre-festival" scientifico in cui i maggiori esperti del campo discuteranno dei rischi e dei problemi connessi all’attività in alta quota. Negli ultimi anni, infatti, molti dei luoghi comuni che si credevano infallibili sono stati sfatati, mentre ricerche ed esperimenti sul campo hanno aperto nuove prospettive finora inesplorate.

Dopo una prima parte prettamente scientifica, alle 14 il convegno aprirà i battenti al pubblico con interventi sull’uso dei bastoncini in montagna, per esempio nel nordic walking e nello sci di fondo. Poi si parlerà delle barrette energetiche nell’alimentazione in montagna e della prevenzione e primo trattamento dei congelamenti.

La giornata dedicata alla medicina, intitolata "vecchi pregiudizi e nuove prospettive" si terrà sabato 26 aprile presso la Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, nel capoluogo trentino.

L’evento riunirà tutti gli esperti della Società Italiana di Medicina di Montagna. Protagonisti dell’incontro, Andrea Ponchia di Padova, Annalisa Cogo di Ferrara, entrambi ricercatori del comitato Ev-K2-Cnr). E poi Cristina Smiderle di Bassano e Conchita Leal, di Barcellona.

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