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Mitigazione dei cambiamenti climatici: l’Italia protagonista al Cop20

Cop20 di Lima
Cop20 di Lima

LIMA, Perù — Si è concluso domenica 14 dicembre, il Cop20, la ventesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite organizzata quest’anno a Lima in Perù. L’obiettivo politico principale dei negoziatori presenti è stato raggiungere un accordo in vista del trattato che i Governi si sono impegnati a ratificare a Parigi nel 2015. Numerosi i temi dibattuti e gli argomenti sul tavolo discussi durante le sessioni della conferenza e i side event. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono con frequenza sempre maggiore argomento non solo della scienza ma anche della cronaca in Asia come in America, in Europa e in Italia.

Come accade da alcuni anni, ricercatori e collaboratori dell’Associazione EvK2Cnr promotrice di importanti progetti di monitoraggio climatico e ambientale come Share (Stations at High Altitude for research on Environment) hanno portato all’attenzione delle Nazioni Unite i dati emersi dalle ricerche. In collaborazione con la Climate and Clean Air Coalition (Ccac) di UNEP e altri enti, EvK2Cnr ha organizzato due eventi dedicati alla riduzione degli inquinanti con breve tempo di vita e all’impatto sulle regioni montane.

In rappresentanza di EvK2Cnr è intervenuto agli incontri Sandro Fuzzi del Cnr – Isac: “L’ecosistema montano è particolarmente esposto alle conseguenze dei cambiamenti climatici per questa ragione i dati registrati in alta quota sono di particolare interesse. Grazie alle attività di monitoraggio portate avanti da anni siamo in grado di fornire dati relativi ai cambiamenti climatici ed alla qualità dell’aria in regioni montane e in alta quota. “La partecipazione di EvK2Cnr alla Ccac, organismo del quale fa parte formalmente anche l’Italia, – precisa Fuzzi – dà l’opportunità ai ricercatori italiani di intervenire nella ricerca e nella pianificazione dei progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici che portano anche benefici sulla qualità dell’aria e la salute umana. I dati forniti da EvK2Cnr tramite la collaborazione con CNR-Isac, e le Università di Urbino e Ferrara sulle connessioni fra effetti climatici del black carbon ed i suoi effetti sulla salute e sugli inventari delle emissioni di idrofluorocarburi (HFC) sono stati ampiamente discussi ed apprezzati durante gli eventi co-organizzati da EvK2Cnr ai quali hanno partecipato anche i Ministri dell’Ambiente di Messico, Perù, Marocco e Svezia”.

Tra i ricercatori presenti a Lima in rappresentanza di EvK2Cnr anche Stefania Proietti, professore associato presso l’Università Guglielmo Marconi, intervenuta all’evento organizzato da Icimod e Fao dedicato a progetti ed esperienze di sviluppo sostenibile in Himalaya, con la partecipazione, tra gli altri, dei Governi del Nepal (Ministry of Science, Technology and Environment MoEST) e del Bhutan (Ministry of Forests) e della Colorado State University. “Il progetto Share” – afferma Proietti – “è un esempio virtuoso di monitoraggio scientifico unito ad azioni concrete per lo sviluppo sostenibile. Implementare il capacity building, tema centrale anche nell’agenda di questa Cop, significa sviluppare soluzioni tecnologiche che aiutino le popolazioni locali a vivere meglio e a combattere la povertà energetica, oltre a mitigare i cambiamenti climatici.”

Su questo tema Stefania Proietti, intervistata nell’ambito del Climate Change Studio, iniziativa del segretariato della United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), ha esposto lo stato di avanzamento del progetto Ser2 (Smart Energy Renewables for Residential). Promosso da EvK2Cnr, il progetto, che ha ottenuto il patrocinio e l’appoggio di Unep, ha l’obiettivo di ridurre la povertà energetica e le emissioni clima-alteranti nei villaggi della Valle del Khumbu ai piedi del monte Everest. “Oggi le fonti rinnovabili possono sostituire i sistemi tradizionali di cottura e riscaldamento (bracieri aperti) che provocano enormi problemi alla salute, soprattutto di donne e bambini, oltre a contribuire significativamente ai cambiamenti climatici. Il progetto Ser2 ha grandi potenzialità di ripetibilità – conclude Proietti – in quanto potrà auto sostenersi finanziariamente grazie ad un innovativo meccanismo di finanza climatica basato sui crediti di carbonio”.

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