Ambiente

Montagne, clima e inquinanti: al Cop20 di Lima due eventi co-organizzati da UNEP e EvK2Cnr

LimaLIMA, Perù — Il mondo si riunisce a Lima per occuparsi di ambiente, e la montagna sarà uno degli argomenti in primo piano. Al Cop20, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si tiene dal 1 al 12 dicembre in Perù, ci saranno diversi eventi e occasioni di confronto sulle montagne, il loro sviluppo sostenibile e la tutela delle loro risorse, ospitati nel “Mountain and Water Pavillion”. Tra i side event, due degli appuntamenti in programma, promossi dalla Climate and Clean Air Coalition di UNEP, vedono protagonista l’Associazione italiana EvK2Cnr, promotrice del progetto di monitoraggio climatico e ambientale SHARE (Stations at High Altitude for research on Environment).

Il primo side event, dedicato alla riduzione degli inquinanti di breve durata (Reducing Short-Lived Climate Pollutants), avrà luogo il 9 dicembre alle ore 15 presso la sala Machu Picchu del Mountain Pavillion. Organizzato dalla Ccac in collaborazione con EvK2Cnr, Iass e Swisscontact, presenterà le ultime ricerche sugli inquinanti di breve durata, con particolare attenzione alla produzione di black carbon nell’industria edile e dei motori diesel, e al loro impatto sulla salute e sulle regioni di montagna.

Everest, 8000 metri di quota: la stazione installata da EvK2Cnr a Colle Sud nell'ambito del progetto Share è la più alta stazione meteo sulla superficie del pianeta e fornisce preziosissimi dati a terra agli studi internazionali sul cambiamento climatico.
Everest, 8000 metri di quota: la stazione installata da EvK2Cnr a Colle Sud nell’ambito del progetto Share è la più alta stazione meteo sulla superficie del pianeta e fornisce preziosissimi dati a terra agli studi internazionali sul cambiamento climatico.

La Ccac è stata costituita nel febbraio 2012 da Unep, il Programma delle Nazioni Unite per il Clima, ed è la più grande organizzazione mondiale che promuove e coordina piani di intervento per mitigare gli effetti degli inquinanti di breve durata, che sono tra le cause riconosciute del riscaldamento globale, della fusione dei ghiacciai e si ritiene siano causa diretta di problemi respiratori e cardiocircolatori.
Una loro riduzione, attraverso politiche mirate e condivise, permetterebbe di ottenere significativi progressi nella lotta al riscaldamento globale e migliorare la qualità dell’aria in tempi relativamente rapidi. A questo fine, i dati scientifici prodotti nell’ambito di programmi di monitoraggio e ricerca come Share sono molto preziosi, perchè permettono di rafforzare la comprensione degli impatti e del trasporto di tali inquinanti, in particolare nelle zone montane, e quindi di elaborare strategie scientificamente fondate per mitigarne l’impatto.

Il secondo evento, sempre promosso dalla Ccac, sarà ospitato presso l’Eu Pavillion, nella sala Roma, alle ore 18 dell’11 dicembre, data in cui ricorre anche la Giornata Internazionale delle Montagne. In quest’occasione verrà presentato il lavoro della Climate and Clean Air Coalition, con un excursus sugli sviluppi scientifici relativi alla mitigazione degli inquinanti di breve durata, in particolare in Asia e America Latina; si discuterà delle azioni da intraprendere a livello politico.

I due eventi vedranno la partecipazione di Sandro Fuzzi del Cnr-Isac in rappresentanza dell’Associazione Evk2Cnr.

Al COP saranno presenti anche due ricercatori Share del team EvK2Cnr, Stefania Proietti e Paolo Sdringola, che illustreranno il progetto di monitoraggio climatico presso il Mountain Pavillion, presso eventi organizzati da partner come Fao, Mountain Partnership e Icimod. In particolare, la Proietti interverrà all’evento “Towards a sustainable future in the mountains – Sharing experiences from the Hindu Kush Himalayas” organizzato da Icimod il 9 dicembre alle 18 presso l’Auditorium del Mountain and Water Pavilion. Si discuterà dello sviluppo sostenibile e dell’adattamento ai cambiamenti climatici in alta quota, con focus sulle montagne asiatiche.

Mentre la trentina Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana a viaggiare nello spazio, ruota attorno al pianeta con la missione Futura dell'Asi, al Laboratorio Piramide dell'Everest, gestito dall'Associazione Evk2Cnr, si sta "ricreando" una pressione paragonabile a quella del vuoto interstellare per studiare il processo che porta alla formazione spontanea di particelle solide in atmosfera e la loro influenza sui mutamenti climatici.
Mentre la trentina Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana a viaggiare nello spazio, ruota attorno al pianeta con la missione Futura dell’Asi, al Laboratorio Piramide dell’Everest, gestito dall’Associazione Evk2Cnr, si sta “ricreando” una pressione paragonabile a quella del vuoto interstellare per studiare il processo che porta alla formazione spontanea di particelle solide in atmosfera e la loro influenza sui mutamenti climatici. (PER SAPERNE DI PIU’ CLICCA QUI)

 

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Un commento

  1. Bell’articolo, solo un appunto, la stazione meteo sul colle sud dell’Everest, è stato, a mio parere, un insuccesso totale, montare una stazione a 8000 mt è relativamente facile, il problema grosso è mantenerla funzionante. La stazione infatti non è operativa dal 1 novembre 2011 è non funzionante. Si continua a indicarla come oggetto di vanto, e intanto non si fa nulla da oltre 3 anni per rimetterla in funzione.

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