Cronaca

San Martino, alpinisti salvati in extremis

LECCO — Devono accendere un cero alla Madonna, anzi al Soccorso alpino, i due alpinisti tedeschi che sono stati tratti in salvo questa notte sulla ripidissima parete del Monte San Martino, sopra Lecco.

I due sono stati salvati dalle squadre di soccorritori lecchesi che li hanno individuati sulla parete nel cuore della notte, grazie a una potentissima torcia fotoelettrica fornita dai vigili del fuoco, che ha illuminato a giorno la montagna che sovrasta la superstrada per la Valtellina.
 
Erano rimasti lassù, al buio, dopo aver perso completamente l’orientamento. Tutto è cominciato nel pomeriggio di ieri quando i due alpinisti di origini tedesca sono saliti ai Piani dei Resinelli (1300 metri d’altezza). La sera si avvicinava e i due decidevano di prendere il sentiero di discesa, sbagliandolo clamorosamente. Così, con il buio alle calcagna, si sono ritrovati sulla parete a strapiombo alta un centinaio di metri che nelle scorse settimane era stata teatro di un altro incidente in cui avevano perso la vita due alpinisti milanesi.
 
I due teutonici per un po’  hanno tentato di calarsi. Ma presto si sono resi conto di non avere la possibilità di andare né avanti né indietro. Da qui la decisione di chiedere aiuto attraverso il telefonino.
 
Subito due squadre del Soccorso alpino di Lecco si sono messe in azione per individuarli. Il potente faro della fotoelettrica ha scandagliato la montagna, metro per metro fino a trovare i due malcapitati.
 
Solo nel profondo della notte i due tedeschi vengono individuati e salvati. Qualcuno dei soccorritori si è chiesto, perplesso, come abbiano fatto ad arrivare fino in quel punto. "Forse hanno aperto una nuova via" è stato il commento ironico a salvataggio avvenuto. Certo è che i due sono sani e salvi e in buona salute. Ma lo spavento non glielo toglie nessuno.
 

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