Everest, crolla un seracco nella cascata del Khumbu: due feriti. La via verso la vetta è quasi pronta
Una valanga di ghiaccio ha travolto il percorso verso i campi alti dell’Everest ferendo una guida e un alpinista indiano. Intanto le squadre nepalesi stanno completando il fissaggio delle corde verso il Colle Sud.
La seraccata del Khumbu si conferma come uno dei tratti più complessi nel tentativo di salita all’Everest, passando per il versante nepalese. Un tratto reso difficile dalla presenza di creapacci e seracchi instabili, soggetti spesso a crolli improvvisi. Distacchi come quello avvenuto nella giornata di ieri, 5 maggio, poco prima delle 6 locali coinvolgendo gli alpinisti che si trovavano in transito verso i campi alti.
La dinamica
Secondo quanto comunicato dall’ufficio temporaneo del Dipartimento del Turismo nepalese al campo base Everest, l’incidente è avvenuto intorno alle 5:45 del mattino, mentre alpinisti, guide e portatori di diverse agenzie stavano attraversando la seraccata. Un grande seracco, già visibile sopra la traccia, si è improvvisamente staccato facendo collassare una massa di ghiaccio circa venti metri più sotto, direttamente sul percorso utilizzato dalle spedizioni.
I feriti sono Pemba Tenduk Sherpa, 44 anni, guida originaria della regione del Makalu e membro dello staff di Seven Summit Treks, e Nimish Kumar Singh, 40 anni, cliente indiano della spedizione Pioneer Adventure. Entrambi sono stati soccorsi immediatamente dagli sherpa di Pioneer Adventure e Summit Force Expedition, presenti nella zona al momento del crollo.
Poco dopo l’incidente è stato attivato un elicottero da Lukla, coordinato dal team di Seven Summit Treks, che ha evacuato i due feriti verso Kathmandu. Attualmente sono ricoverati all’HAMS Hospital e, secondo le informazioni diffuse dalle autorità nepalesi, le loro condizioni non sarebbero gravi.
Le testimonianze
Sui social, diversi alpinisti presenti sul Khumbu Icefall hanno raccontato quanto accaduto. “Abbiamo affrontato una seria valanga sulla seraccata del Khumbu, lungo la via dell’Everest. Alcuni alpinisti sono stati coinvolti nell’incidente e, per grazia di Dio, noi ci siamo salvati per un minuto riuscendo poi ad aiutare le vittime” ha scritto Pemba Sherpa. “Le montagne sono imprevedibili, siate prudenti e state al sicuro”.
Anche Chris Barnes, alpinista impegnato nella salita all’Everest, ha descritto scene molto dure: “Parte del seracco sospeso è collassata intorno alle 6 del mattino ferendo almeno tre persone. Ho visto due evacuazioni in elicottero, ma potrebbe essercene stata una terza. Quando sono arrivato nella zona del crollo c’era sangue ovunque”.
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Proseguono i lavori di apertura verso la vetta
L’incidente arriva in una fase importante per la stagione himalayana. Proprio in queste ore il team incaricato del fissaggio delle corde sta avanzando oltre il campo 3. Secondo Chhang Dawa Sherpa, direttore di Seven Summit Treks e coordinatore delle operazioni, le corde fisse sono state posizionate fino a circa 350 metri sopra il campo 3. Il Colel Sud dovrebbe essere raggiunto tra il 7 e l’8 maggio.
“La squadra sta procedendo costantemente” ha spiegato Chhang Dawa Sherpa al Tourism Times. “Con il Campo 3 ormai operativo e le corde fissate più in alto, la via è aperta per il trasporto dei carichi e le rotazioni di acclimatamento”. Le agenzie prevedono che i primi tentativi di vetta possano iniziare verso la fine della seconda settimana di maggio, meteo permettendo.
Altri incidenti
Alle notizie provenienti dall’Everest si aggiunge anche un lutto che ha colpito la comunità sherpa nelle stesse ore. Lakpa Tendi Sherpa, guida di Seven Summit Treks, è morto lunedì 4 maggio durante il trekking verso il campo base dell’Monte Everest. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe precipitato a circa 5200 metri di quota sopra Gorak Shep, poco prima di raggiungere il campo base. Le circostanze della caduta non sono ancora chiare.
Resta invece disperso Pramish Rai, giovane lavoratore nepalese di 18 anni scomparso nell’area del Mera Peak dopo aver accompagnato un gruppo di trekker.









