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Alpi Apuane, vandali pro-cave sui sentieri. Il Cai: “Nuovi cartelli solo a fronte di reazioni concrete”

Striscioni contro il Cai sulle Alpi Apuane (Photo courtesy of Loscarpone.cai.it)
Striscioni contro il Cai sulle Alpi Apuane (Photo courtesy of Loscarpone.cai.it)

PIETRASANTA — Il presidente della sezione CAI di Pietrasanta (Alpi Apuane) Giovanni Trevisiol lo dice chiaramente: “I volontari CAI della sentieristica riprenderanno il posizionamento dei cartelli segnaletici solo quando avranno visto reazioni concrete. Siamo stanchi di vedere la nostra fatica e il nostro impegno frustrati non solo dall’imbecille di turno, ma anche dall’immobilismo di chi dovrebbe sostenerci efficacemente”.

Nel territorio del comune di Stazzema, montagna lucchese, gli atti vandalici sui sentieri si sono moltiplicati negli ultimi giorni, nel silenzio istituzionale. Una situazione che Trevisiol ha deciso di denunciare in una lettera indirizzata la Cai regionale Toscana, all’ente Parco regionale delle Alpi Apuane e alle comunità locali, annunciando la protesta simbolica del Club Alpino di Pieatrasanta.

“Basta un imbecille per strappare un cartello che era utile a migliaia di passanti”, scrive Trevisiol. Il problema, però, è che i cartelli strappati iniziano a essere tanti, con atti vandalici che hanno assunto “connotati di sistematicità”.

Non solo: “Se in passato questi fatti incresciosi sembravano avere una matrice esclusivamente vandalistica, gli episodi accaduti negli ultimi giorni manifestano invece una volontarietà e metodicità di origine differente”. Ossia l’intenzione di colpire quanti hanno preso chiaramente posizione contro le cave di marmo che stanno, pezzo dopo pezzo, divorando le montagne toscane. “Non è difficile collocare questa “azione di rappresaglia” nell’ambito delle tensioni insorte tra gli operatori dell’escavazione del marmo e la Regione Toscana, dopo la recente approvazione del Piano Paesaggistico Regionale. E’ ben evidente ad ognuno che la segnaletica dei sentieri CAI nulla ha a che vedere con questo argomento, ma la povertà mentale di chi agisce in tal senso identifica gli escursionisti e gli ambientalisti nel novero dei “nemici” da combattere, quindi si esplica anche rendendo più difficili i percorsi apuani!”. Dando contro, insomma, a quel turismo che, se ben sviluppato, potrebbe offrire un’alternativa economica all’industria estrattiva.

La denuncia di Trevisiol non si ferma tuttavia qui. Da una parte la scarsità di risorse del Parco sta mettendo in difficoltà la sezione del Club Alpino: “A fronte di un impegno di manutenzione sempre più gravoso (atti vandalici, incuria dei boschi, peggioramenti climatici, ecc…) il Parco riduce progressivamente i fondi stanziati per la manutenzione dei sentieri”. Situazione di fronte al quale “la reazione immediata sarebbe quella di rigettare la Convenzione e lasciare quindi al Parco la cura dei sentieri. Chiaramente si tratterebbe di una soluzione estrema, che per l’amore che portiamo alla montagna non è per il momento attuabile”.

Dall’altra, a non piacere al Cai è ancora di più il comportamento delle autorità istituzionali e delle forze dell’ordine: “Nessuna nota ufficiale, nessun articolo sui giornali, nessuna presa di posizione pubblica, nessun aiuto sostanziale per chi, alla fine dei conti, spende il proprio tempo e le proprie energie per valorizzare un territorio che non è nemmeno quello in cui vive!”. E ancora: “Da parte invece delle Forze dell’Ordine ci si aspetterebbe una maggiore incisività. La propria radicazione al territorio fa dubitare che non abbiano conoscenza, o perlomeno sospetti, sugli autori dei danneggiamenti”.

Trevisiol lancia quindi “un appello accorato affinché ci sia finalmente un cambio radicale di atteggiamento e affinché dalle belle parole e propositi si passi finalmente agli atti concreti, sostanziosi ed efficaci. Abbiamo volutamente evidenziato diverse componenti tra chi ha parte in causa: Parco delle Apuane, Autorità locali, Forze dell’ordine. Ognuno per la propria parte può rendere la propria azione efficace e fruttifera”.

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Un commento

  1. giorgio marinelli | all galleries >> BELL’ ITALIA >> MONTE CORCHIA 2006 > bivacco Lusa-Lanzoni

    Queste foto non hanno bisogno di commenti,la storia si ripete perché nessuno nel CAI nel Parco probabilmente ha mai preso a cuore le nostre APUANE !!
    Alpi di tutti che forse i miei figli non vedranno mai più nella loro veste originale!!

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