Cronaca

Nazi: altoatesini fan festa a Dachau

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BOLZANO — Sono state rese pubbliche le foto dei sette naziskin, per la maggioranza bolzanini, condannati per apologia di nazismo qualche settimana fa. I giovani avevano fondato un’organizzazione neonazista, inneggiavano a Hitler e istigavano all’odio razziale.

I ragazzi incriminati hanno tra i 18 e i 26 anni, sono italiani di lingua tedesca, e hanno tutti patteggiato condanne comprese tra 12 e 30 mesi di carcere, e oggi si trovano comunque a piede libero.
 
Avevano fondato un’organizzazione neonazista, la Südtiroler Kameradschaftsring: rivendicavano la liberazione del Südtirol, si erano dati uno statuto pubblicato su internet, istigavano all’odio razziale e alla venerazione di Hitler dei suoi gerarchi, attraverso minacce, pestaggi e devastazioni.
  
Le ultime sentenze relative alle condanne dei sette "camerati" risalgono a poche settimane fa, ma solo oggi i carabineiri del Ros di Bolzano hanno diffuso le foto che li ritraggono nella gita "turistica" al lager di Dachau.
  
Le immagini, pubblicate in una esclusiva nel prossimo numero del settimanale L’Espresso, si commentano da sole. Li ritraggono sorridenti, in pose provocatorie e dissacranti, in atti di celebrazione del loro mito, il Fuhrer.
  
Una foto immortala uno di loro nella cappella edificata a ricordo dei tremila sacerdoti cattolici deportati: è inginocchiato e prega, probabilmente Hitler, dicono gli inquirenti.
  
In un’altra due compaiono vicini a una celebre frase della propaganda del Reich: "Unsere Letzte Hoffung. Hitler" (la nostra ultima speranza: Hitler). Indossano t-shirt con l’immagine di un soldato tedesco e di supporter di estrema destra, sempre dentro il campo di Dachau.
  
E ancora: magliette con disegni di un mitragliatore, con le scritte  "Siamo dei criminali convinti". Posano davanti al muro di cinta, sono ai lati di un cartello che indica la linea oltre la quale le guardie sparavano sui deportati. Oppure mostrano l’accendino del partito tedesco di estrema destra Npd, sotto una lapide che inneggia al fuoco purificatore e ricorda la prima sinagoga incendiata dai nazisti nella "Notte dei cristalli".
   
"Il fenomeno del rigurgito neonazionalistico – ha affermato il procuratore di Bolzano Cuno Tarfusser che ha coordinato le indagini sul gruppo protagonista del "turismo dell’Olocausto" – credo sia stato sottovalutato, se non addirittura tollerato. Certo è che non si è compreso fino in fondo il potenziale di offesa e di pericolosità di questi gruppi".
   
In Alto Adige pare che i militanti naziskin siano almeno 150, e molti di più i loro sostenitori. Gli investigatori contanto  cinque i gruppi attivi, tutti strettamente legati alle formazioni tedesche di estrema destra. Il fenomeno del neonazismo però, è tutt’altro che circoscritto all’Italia e alla Germania.
   
Esisterebbe infatti, una rete nera che copre in modo trasversale l’Europa e l’America, che vede sfilare fianco a fianco "camerati" di ogni paese, e accumunati dall’utopia della rinascita del nazismo.
 
 
Foto courtesy of espresso.repubblica.it
 
 
Valentina d’Angella

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