Vandali al rifugio Brazzà: assi strappate dal pavimento per fare fuoco
Atto vandalico al rifugio Alpino Giacomo di Brazzà, sull’Altopiano del Montasio. Ignoti hanno smontato parte del pavimento del ricovero invernale per accendere un fuoco, mettendo a rischio l’intera struttura.
Un gesto irresponsabile che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. È quanto accaduto al rifugio Alpino Giacomo di Brazzà, a quota 1660 metri sopra l’Altopiano del Montasio, nel comune di Chiusaforte.
A denunciare l’episodio è stata la gestione del rifugio attraverso i propri canali social, pubblicando le immagini dei danni e raccontando l’amarezza per quanto scoperto alla riapertura dopo la stagione invernale. Secondo quanto riportato, ignoti avrebbero divelto alcune assi del pavimento del ricovero invernale per procurarsi legna da ardere, accendendo poi un falò all’interno o nelle immediate vicinanze della struttura. Un comportamento che, oltre ai danni materiali, ha comportato un rischio concreto: quello di innescare un incendio in grado di coinvolgere l’intero edificio, punto di riferimento per escursionisti e alpinisti in difficoltà.
Durissime le parole affidate al post pubblicato online: “E come ogni anno, passato l’inverno, troviamo una spiacevole sorpresa che ci porta molta amarezza. Ecco le foto della bella novità. Certo, è normale fare un bel fuoco fuori dal ricovero invernale togliendo il pavimento, con un rischio altissimo di mandare a fuoco il rifugio. Complimenti, come sempre, alle persone che danneggiano le strutture di proprietà altrui… strutture che sono fatte per accogliere chi ha bisogno in caso di difficoltà. Tanto paga sempre pantalone e ci rimette chi si fa il mazzo per portare avanti queste attività. Agli imbecilli che hanno fatto questo porgo i miei migliori complimenti e auguro che qualcuno faccia lo stesso fuori da casa loro… perché il rifugio per noi è una casa a tutti gli effetti”.
La vicenda ha rapidamente suscitato numerose reazioni sui social, con messaggi di solidarietà alla gestrice e forte indignazione per l’ennesimo episodio di vandalismo in montagna. Un gesto che, oltre a colpire una struttura, mette a rischio la sicurezza di chi, in quei luoghi, potrebbe averne realmente bisogno.




