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Tunnel di Lecco: disastro annunciato

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LECCO — I ventilatori non funzionavano. I cartelli per le uscite di sicurezza non si vedevano. I ponti radio erano (e sono) difettosi. A Lecco, dopo il tragico incidente in cui hanno perso la vita due persone, sono in molti ad avanzare dubbi sull’effettiva sicurezza del tunnel di San Martino. Dalla Provincia ai cittadini, dalla Polizia alle autorità politiche, piovono le accuse nei confronti dell’Anas.

Accuse che, a quanto pare, non erano una novità. Sembra infatti che i problemi della rete stradale di Lecco – tutta, dalla superstrada 36 alla nuova Lecco-Ballabio – fossero noti e soprattutto fossero oggetto di denunce e richieste d’intervento da parecchio tempo.
 
La denuncia più dura arriva, pensate, dal sindacato dei lavoratori della polizia di stato (Uilps). "Da oltre un anno – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali alla stampa locale – chiediamo che vengano adottate misure adeguate per mettere in sicurezza la statale 36, nell’interesse degli operatori della Polizia stradale e per gli stessi cittadini".
 
Secondo la Uilps, è di "inaudita gravità" il fatto che i ventilatori in galleria non fossero automatici ma da attivare manualmente. Ma chi frequenta la 36 corre anche altri rischi: innanzitutto l’asfalto, pieno di buche, estremamente pericolose perchè collocate in punti di passaggio ad alta velocità.
 
Altri problemi che riguardano i tunnel sono i segnali stradali sono anneriti e invisibili, tanto che le persone, dopo lo scoppio dell’incendio, sarebbero scappate verso l’uscita del tunnel senza notare le uscite di emergenza. Poi ci sono i pannelli a messaggio variabile, che non funzionano. E ancora i ponti radio dell’Anas che dentro le gallerie saltano. Con la conseguenza che in situazioni di pericolo, bisogna fare salti mortali per comunicare con le centrali. 
 
E la cosa più grave è che le magagne non riguarderebbero solo l’incriminata galleria del San Martino, ma anche altri tunnel della città, come quelli sulla nuovissima Lecco-Ballabio.
 
Ma l’Anas respinge le accuse, dichiarando che il tunnel del San Martino era dotato di moderni sistemi di sicurezza. D’altro canto però, ha anche istituito una commissione tecnica e aperto un’inchiesta interna per capire cosa non ha effettivamente funzionato il giorno dell’incidente e perchè. I risultati, non prima di trenta giorni.
 
Qualcosa che non andava, però, effettivamente ci doveva essere. Il presidente della provincia Virginio Brivio, infatti, ha dichiarato al quotidiano "La Provincia" che "Molte volte, l’ultima delle quali a luglio, è stata fatta presente al Ministero dei Trasporti la forte necessità di finanziamenti per i lavori di manutenzione della statale 36".
 
Un problema di superficialità o di soldi, dunque? Per ora non è dato a sapersi.
 
Intanto, per far luce su tutti i lati oscuri del tragico incidente – la dinamica dello scontro, le cause della morte delle due vittime, i motivi di malfunzionamenti nei sistemi di sicurezza – sono state aperte due inchieste, oltre a quella dell’Anas. Una della procura di Lecco, una partita dalla Regione.
 
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