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Alpinismo, Alta quota

Governo e Sherpa in trattativa, l’incognita della stagione dell’Everest

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Campo base Everest sud
Campo base Everest sud

KATHMANDU, Nepal — La stagione all’Everest non è ancora finita. Governo e guide sherpa sono in piena trattativa e domani un esponente del Ministero del turismo nepalese si recherà al campo base dell’ottomila per cercare di raggiungere un accordo che consenta alle spedizioni internazionali di rimanere e tentare la scalata. Questo lo stato attuale della situazione secondo quanto ci ha spiegato direttamente Nima Nuru Sherpa, presidente della Cho Oyu Trekking e punto di riferimento internazionale delle spedizioni alpinistiche in Nepal.

La situazione all’Everest è atipica, confusa e incerta, come dimostrano le notizie contrastanti che si rimbalzano sui giornali e le agenzie stampa internazionali. L’epilogo del drammatico crollo di ghiaccio, che ha causato il 18 aprile la valanga in cui sono morti 16 sherpa, è ancora da scriversi.

Ieri pomeriggio il governo nepalese ha risposto alle richieste dalle guide sherpa emerse nella riunione straordinaria del 19 aprile. Il Ministry of Culture, Toursim and Civil Aviation ha pensato nuovi provvedimenti resi noti tramite comunicato stampa, ripubblicato questa mattina sulla pagina facebook della Nepal Mountaineering Assosiacion. Il 30 per cento delle royalty raccolte dalle attività sulla montagna andrebbero al Village Development Committee: il 5 per cento di questa somma dovrebbe essere devoluto a un fondo di sostegno agli sherpa.

Dovrebbero essere aumentati coperture assicurative e mediche e garantita un’assistenza economica superiore a quella precedentemente offerta alle famiglie delle vittime, sebbene tali stanziamenti siano inferiori a quanto auspicato dalle guide sherpa. Si parla poi di nuovi fondi per le operazioni di soccorso in elicottero, ma l’uso dei velivoli dovrebbe rimanere circoscritto sopra il campo base alle attività di soccorso. Dovrebbe venire istituito un progetto per la realizzazione di un Memorial Park in onore degli alpinisti morti e dispersi, mentre nuovi fondi dovrebbero essere cercati a favore dei feriti.

Nelle prossime ore si capirà quale sarà la risposta degli sherpa, nel frattempo però, stando al The Himalayan Times, la Nepal National Mountain Guide Association cercherà di negoziare con loro per evitare un blocco totale della stagione alpinistica.

Lo stesso ci ha confermato al telefono il presidente della Cho Oyu Trekking Nima Nuru Sherpa, secondo cui domani un esponente del ministero del turismo andrà al campo base per parlare direttamente con le guide sherpa e cercare in tutti i modi un accordo per continuare la stagione alpinistica.

Secondo quanto riferitoci dallo staff del Labotatorio Piramide dell’Everest, ad oggi una decina di spedizioni hanno annunciato la rinuncia alla scalata del Tetto del mondo, per questa stagione. Tuttavia la situazione generale rimane incerta, perché altri team sono invece ancora al campo base, in attesa di capire se sarà possibile proseguire.

Ieri inoltre si è svolto un meeting presieduto dalla Nepal Mountaineering Assosiacion (NMA) a cui hanno partecipato anche la Trekking Agencies Association of Nepal (TAAN), l’Himalayan Rescue Association (HRA), la stessa Nepal National Mountain Guide Association (NNMGA) e l’Expedition Operators’ Association of Nepal (EOAN). Le associazioni, alcune delle quali hanno stabilito di devolvere nuovi fondi in aiuto delle famiglie delle vittime e dei feriti della valanga del 18 aprile, hanno istituito un comitato d’emergenza presieduto dal presidente del NMA President Ang Tshering Sherpa.

 

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