Ambiente

Allarme inquinamento atmosferico: 7 milioni di morti nel 2012

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GINEVRA, Svizzera — Su nove persone morte nel 2012, una è deceduta a causa dell’esposizione all’inquinamento atmosferico per un totale di sette milioni di “vittime”. A comunicare la notizia è stata l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che avverte come questo pericolo sia diventato uno dei più grandi rischi per la salute.

Gli ultimi dati di mortalità dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) risalenti al 2012 hanno permesso ai ricercatori di effettuare nuove stime sull’esposizione delle persone all’inquinamento atmosferico sia in ambienti chiusi (indoor) sia all’aperto (outdoor). In quell’anno l’inquinamento indoor sarebbe stato responsabile di 4 milioni e 300 mila morti, mentre quello outdoor di 3 milioni e 700 mila. Poichè molte persone sono state esposte ad entrambi i tipi di inquinamento, è stato stimato un totale di 7 milioni di decessi.

“I rischi dell’inquinamento atmosferico – ha dichiarato la dottoressa Maria Neira, direttore del Dipartimento Public Health, Environmental and Social Determinants of Health del Oms – sono molto più alti di quanto si pensasse o si fosse compreso, in particolare per i problemi cardiaci e gli infarti.” L’80 percento di morti per inquinamento outdoor è avvenuto infatti a causa di malattie cardiache o attacchi di cuore, mentre nell’inquinamento indoor raggiunge il 60 percento.

La maggior preoccupazione riguarda in particolare le popolazioni più povere del Sud-Est Asiatico e delle Regioni del Pacifico Occidentale, in cui è concentrata la maggior parte delle morti dovute a inquinamento indoor dovuta ai combustibili utilizzati per cucinare o riscaldare le abitazioni. Anche i ricercatori del progetto Share Everest si trovano In Himalaya proprio per studiare le malattie cardio-respiratorie nelle vallate d’quota, legate anche in questo caso all’inquinamento indoor.

“Le donne e i bambini più poveri – ha dichiarato Flavia Bustreo, assistente direttore generale del Family, Women and Children’s Health dell’Oms – pagano il prezzo più alto a causa dell’inquinamento indoor poichè passano più tempo in casa respirando fumo e fuliggine che escono da di stufe e fornelli malridotti e malfunzionanti, alimentati con legna e carbone.”

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