Ambiente

Le seconde vite dell’Albero di Natale, raccolta di riciclaggio a Roma

Christmas_tree_at_nightROMA — L’Albero di Natale, tradizione irrinunciabile, deve essere oggetto di attenzione per non creare danni all’ambiente e rischia di rappresentare un problema se non riciclato e correttamente smaltito dopo le feste. Dopo aver svolto il proprio compito passa a rappresentare nella maggior parte dei casi un rifiuto di cui disfarsi: per questo il Corpo Forestale dello Stato organizza, per il nono anno di fila in collaborazione con l’Azienda Municipale Ambiente di Roma, una raccolta per evitare l’abbandono degli alberi dopo Natale.

Fermo restando ogni raccomandazione inerente l’acquisto dell’alberello e le alternative ecologiche, resta la problematica dello smaltimento dell’abete in quanto rifiuto. Alberi maestosi e tipici di climi nordici, gli abeti rappresentano uno dei simboli più classici del Natale, capaci di portare il verde aromatico delle montagne fin dentro le nostre case: siano essi veri o artificiali, interi, cimali o semplici rami.

Vengono stimati in circa sei milioni di esemplari gli abeti e altre specie di alberi affini che verranno commercializzati nel periodo natalizio, con un giro di affari dell’ordine dei 150 milioni di euro, che, a feste concluse, contribuiscono ad alimentare notevolmente il volume dei rifiuti solidi urbani. Per indurre un comportamento consapevole ed ecocompatibile anche nel conferimento dei rifiuti speciali e particolari quali gli alberi natalizi, l’Azienda Municipale Ambiente S.p.A. Roma ed il Corpo forestale dello Stato hanno riconfermato l’iniziativa per una corretta scelta, manutenzione e riciclo.

Giunta alla sua nona edizione, l’iniziativa si svilupperà attivamente in gennaio con la raccolta e la selezione degli abeti, ma la campagna congiunta è finalizzata non solo ad evitare l’abbandono degli alberi dopo Natale nel suolo pubblico o nei cassonetti stradali, pratica vietata e sottoposta a sanzioni pecuniarie, ma anche alla corretta scelta e alla manutenzione degli alberi.

Gli alberi valutati in salute ritorneranno alla natura, sono infatti, otto anni che gli alberi trovano una nuova vita negli altopiani di Arcinazzo in una zona di circa 900 metri d’altezza dove gli abeti hanno trovato un luogo ideale per crescere. Ma c’è di più, questi abeti che hanno trovato grazie al Corpo forestale una seconda vita riescono a trovare anche una terza possibilità di riutilizzo, grazie alla donazione dei cimali alle Istituzioni pubbliche che richiedono un albero di Natale che non impatti sulla natura.

Ma anche quegli alberi che non sono riusciti a superare le feste troveranno un riuso sotto forma di compost che verrà immesso nell’ambiente come concime e nei ripristini ambientali e come materiale per usi tecnici vari. Tra il 7 ed il 13 gennaio 2014 i cittadini romani potranno consegnare il proprio albero di Natale presso uno dei 13 Centri di Raccolta AMA e le Eco-Stazioni straordinarie coinvolti nell’iniziativa.

Info:     www.corpoforestale.it

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Un commento

  1. povero albete di Natale …
    prima hanno detto che un albero di plastica è più ecologico di lui …
    adesso quasi quasi è un rifiuto tossico pericoloso …

    pseudoecologia grazie no

    buon anno

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