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Parte il 27 dicembre l'invernale al Nanga Parbat di Simone Moro, David Goettler ed Emilio Previtali

Nanga Parbat - versante Rupal (Photo Simone Moro)
Nanga Parbat – versante Rupal (Photo Simone Moro)

BERGAMO — Inizia oggi ufficialmente l’inverno ed è conto alla rovescia per la partenza dell’ambiziosa e attesissima spedizione invernale di Simone Moro al Nanga Parbat. L’alpinista bergamasco, che tenterà di concludere la prima invernale del colosso pakistano, 8.125 metri di quota, insieme al tedesco David Goettler, ha annunciato che partirà dall’Italia il 27 dicembre, dopo aver passato il giorno di Natale con la famiglia. Con loro ci sarà il freerider Emilio Previtali, con il ruolo di story teller, ma nello zaino gli sci e – perchè no – il sogno di arrivare magari sulla vetta. Pregustando le emozioni che questa spedizione regalerà sicuramente a tutti gli appassionati, vi regaliamo oggi una gallery delle spedizioni invernali di Simone Moro, che ha all’attivo già tre ottomila in prima invernale.

Simone Moro, classe 1967, ha già salito tre ottomila in prima invernale: lo Shisha Pangma nel 2005, il Makalu nel 2009 – che segnò la riapertura della grande stagione delle invernali in altissima quota – e il Gasherbrum II nel 2011 che segnò una svolta nella storia dell’alpinismo per essere la prima salita invernale in tutto il gruppo del Karakorm. Soltanto altre due persone al mondo possono vantare un tale risultato: i polacchi Krysztof Wielicki e Jerzy Kukuczka. Sulle invernali Moro ha scritto anche un libro, “La voce del ghiaccio – Gli ottomila d’inverno: il mio sogno quasi impossibile”, edito da Rizzoli nel 2012.

Conosciuta come la “Killer Mountain” ovvero la montagna “Killer”, il Nanga Parbat in Pakistan è una scalata famosa per la sua difficoltà ed è costata la vita a numerosi climber. Nona montagna più alta del mondo, il Nanga Parbat raggiunge gli 8.125 metri di altezza (26,648 piedi) ed è una delle sole due cime tra i quattordici 8000m a non essere mai stata scalata d’inverno, insieme al K2.

Dal 1988 ci sono stati 16 tentativi di ascese invernali sul Nanga Parbat, senza che alcuna impresa sia stata coronata da successo. Le probabilità di riuscita del tentativo, secondo Simone Moro, sono attorno al 20%. L’alpinista punta alla Schell Route, aperta nel 1976 da Hanns Schell e considerata la via più veloce per arrivare in cima. Molto usata negli anni 70 e 80, oggi è meno gettonata perchè diventata molto pericolosa e soggetta a scariche di sassi a causa del riscaldamento climatico. Per questo, forse, viene scelta per tentativi invernali. Doug Chabot e Steve Swenson la seguirono in discesa dopo aver tentato di completare il Mazeno Ridge.

 

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