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Ambiente

Ison: il destino della cometa è ancora incerto

La cometa Ison (Photo courtesy of Wikimedia Commons)
La cometa Ison (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

BERGAMO — Che ne sarà di Ison? Inizialmente sembrava che la cometa avrebbe illuminato la notte di Natale, così grande e brillante da fare concorrenza alla Luna. Ma dopo il perielio, ossia il punto di maggiore vicinanza al sole, toccato ieri pomeriggio poco dopo le 19,30 ora italiana, sembra che Ison si sia in gran parte disintegrata. Una parte, però, sarebbe sopravvissuta all’incontro ravvicinato con la nostra stella.

Secondo Karl Battams, un esperto di comete del Naval Research Laboratory statunitense, al perielio dovrebbero essere sopravvissute alcune parti del nucleo.

Se la cometa Ison sopravviverà, dalla maggior parte dei Paesi situati nell’emisfero settentrionale, Italia compresa, si potrà tornare ad osservarla dal primo dicembre, e le montagne, grazie all’elevata altitudine e all’assenza di molte luci artificiali, saranno i luoghi privilegiati per vederla.

Scoperta a settembre 2012 da due astronomi russi, Ison proviene dalla nube di Oort, una cintura al confine del nostro sistema solare. A renderla così interessante è proprio il suo passaggio nella corona solare, i cui effetti erano imprevedibili e che saranno adesso studiati con attenzione. La cometa potrebbe esistere ancora per giorni, per via dei piccoli frammenti di nucleo che, sublimando, lasciano una coda più diffusa, oppure potremmo non avere una chiara visuale della situazione attuale della cometa.

Nei prossimi giorni si avranno maggiori informazioni: gli scienziati stanno infatti analizzando le immagini e i dati per capire qualcosa in più sul destino di un oggetto ancora misterioso e imprevedibile.

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