Scienza e tecnologia

Bergamo, patto strategico fra Università e Cnr

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BERGAMO — Il nome è un pochino roboante: Centro per l’analisi delle strategie ambientali. In concreto, si tratta di un centro che metterà insieme la ricerca scientifica targata Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e le conoscenze dell’Università di Bergamo. E le renderà fruibili alle imprese e alle istituzioni della Bergamasca.  

Il nuovo centro, che avrà sede nel polo tecnologico di Dalmine già sviluppato dalla Servitec, è un primo passo verso quelle sinergie fra diversi sistemi – ricerca scientifica, universitario, mondo economico e imprenditoriale, istituzioni – che finora è mancato in Italia.
 
Ieri la firma della convenzione che dà il via al progetto (nella foto, a sinistra il presidente del Cnr Fabio Pistella, a destra il rettore Alberto Castoldi). Un progetto fortemente voluto dal Cnr e dall’Università di Bergamo. E supportato dalla Camera di Commercio. In una convergenze d’intenti e di interessi che inaugura una nuova stagione di collaborazioni.  
 
"Si tratta di un accordo frutto di un grande impegno corale – ha detto il rettore dell’Università di bergamo Alberto Castoldi – la chiave di volta è proprio la collaborazione fra istituzioni, mondo accademico, ricerca e imprese". "Vogliamo fare di Bergamo un polo di innovazione trainante per lo svilupppo della Lombardia e del Paese, in un settore strategico come quello dell’energia e dell’ambiente".
 
Tre gli ambiti in cui si muoverà il progetto. Il settore dell’energia, quello delle bonifiche ambientali e quello del rischio industriale. Quattro gli obbiettivi individuati. il primo: lo sviluppo di tecnologie per il controllo dell’inquinamento. Nuove tecnologie nel settore della compatibilità ambientale. Analisi del rischio industriale. Attività di documentazione e informazione. Il tutto messo a disposizione delle imprese. Di tutte le imprese anche quelle dei settori tradizionali che troveranno nel Centro i partener giusti per sviluppare prodotti innovativi e a valore aggiunto.   
 
Dal "fare squadra" al "fare contratti": questa la formula vincente inaugurata con il patto. "Le nostre piccole e medie imprese – ha detto il presidente della Camera di commercio Roberto Sestini – hanno dimostrato grande capacità di innovarsi. Con questo centro avranno a disposizione il supporto degli scienziati del Cnr e dell’Università. I nostri imprenditori, detto brutalmente, devono approfittarne".
 
"Il lato debole finora è stato quello della domanda – ha spiegato il presidente del Cnr Fabio Pistella – occorre che gli imprenditori si rivolgano con fiducia al mondo della ricerca e dell’università, che con le loro competenze sono in grado di dare soluzioni e accelerare i processi tecnologici".
 
Insomma, il mondo dell’imprenditoria bergamasca non è più solo nella lotta per la sopravvivenza contro le tigri asiatiche. Ma d’ora in poi ha un partner di prim’ordine per competere sui mercati internazionali.   
 
"Ricerca, innovazione. Competitività. E un sistema produttivo che possa far fronte alla richiesta sempre maggiore di beni individuali e collettivi come l’ambiente. Queste le chiavi per rilanciare il sistema Italia a livello mondiale", ha detto Pistella.
 
Una linea condivisa da tutti i presenti. Dai senatori di Forza Italia Vittorio Pessina e Guglielmo Castagnetti. Dal presidente della Provincia Valerio Bettoni all’alpinista Agostino Da Polenza che da tempo lavora con il Cnr attraverso le ricerche scientifiche in alta quota del celeberrimo Comitato Ev-K²-Cnr, appunto.                      
 
Quanto alla presunta mancanza di investimenti del nostro Paese, Pistella è stato chiaro. "Gli investimenti pubblici nella ricerca, in Italia si attestano allo stesso livello degli altri Paesi europei. Quel che fa la differenza invece sono gli investimenti privati. Che nel nostro Paese sono solo lo 0,4 per cento del Pil contro il 2 per cento della Francia o della Germania. Serve un’inversione di tendenza anche in vista degli accordi europei".  

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