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Rilevate nuove specie di licheni nei boschi dell'Alto Adige

Ricercatori mappano i licheni in Val Pusteria (Photo courtesy of www.provincia.bz.it)
Ricercatori mappano i licheni in Val Pusteria (Photo courtesy of www.provincia.bz.it)

BOLZANO — I risultati preliminari di un progetto sui licheni nei boschi dell’Alto Adige hanno evidenziato la presenza di molte specie nuove sia per la flora del continente europeo, che per quella nazionale e regionale. Al momento sono state evidenziate oltre 200 specie licheniche, segno che gli ambienti forestali delle valli altoatesine sono particolarmente ricchi dal punto di vista della biodiversità.

I licheni sono formati dall’associazione di due organismi: un fungo e un organismo autotrofo, solitamente un’alga o un cianobatterio. Sono definiti epifiti quelli che crescono su altre piante, ad esempio sulle cortecce degli alberi. Nel 2011 è stato avviato il progetto di ricerca “Biodiversità, biomonitoraggio e conservazione dei licheni epifiti negli ambienti forestali della provincia di Bolzano” promosso dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige con la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e dell’Ufficio Pianificazione forestale della Provincia autonoma di Bolzano.

I licheni sono componenti molto importanti dell’ecosistema forestale, sia per il loro ruolo nel ciclo dell’acqua e dei nutrienti, sia perché essi costituiscono degli ottimi indicatori dello stato di salute delle foreste. Queste particolari forme di vita sono infatti estremamente sensibili al disturbo umano e alle trasformazioni dell’ambiente. Sono utilizzate, ad esempio, per monitorare gli effetti dell’inquinamento atmosferico in quanto, a differenza degli altri organismi del regno vegetale, non dispongono di alcun meccanismo di espulsione delle tossine.

Uno degli obiettivi del progetto, tuttora in corso, è proprio quello di utilizzare tale peculiare “sensibilità” come indicatore della biodiversità e funzionalità degli ambienti forestali nella provincia di Bolzano. Una popolazione lichenica vitale, con la compresenza di numerose specie diverse, è indice di un bosco sano e ricco, con un tasso di inquinamento estremamente basso, ma la ricerca intende anche studiare l’influenza dei fattori esterni quali il tipo di bosco, la gestione e le condizioni climatiche.

Al momento i ricercatori hanno effettuato 2440 rilievi su circa 500 alberi distribuiti nelle varie zone dell’Alto Adige. Sono state individuate 200 specie diverse, alcune delle quali mai rinvenute finora. La Rinodina papillata, ad esempio, è una specie nuova per il continente europeo – era nota solo in Nordamerica – ed è presente in un querceto di Laives. Sono state trovate inoltre cinque specie mai registrate nella flora lichenica italiana, dieci per quella regionale del Trentino-Alto Adige e addirittura venti per la Provincia di Bolzano.

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