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Linguistica e montagna: l'alta quota influenzerebbe la pronuncia

Le lingue Quechua parlate nel Sud America sono ricche di consonanti eiettive (Photo courtesy of yeeyan.org)
Le lingue Quechua parlate nel Sud America sono ricche di consonanti eiettive (Photo courtesy of yeeyan.org)

MIAMI, Stati Uniti d’America — Il contesto geografico in cui una lingua è parlata influenzerebbe direttamente l’aspetto fonetico di una lingua ovvero i suoni e la pronuncia. Una ricerca dell’università di Miami ha evidenziato come le popolazioni che vivono in montagna usino più spesso un particolare tipo di consonanti, le eiettive, perchè l’alta quota ridurrebbe lo sforzo della loro pronuncia.

Lo studio pubblicato su Plos One ha esaminato 567 linguaggi presenti in un database fonetico mondiale. Confrontando i linguaggi con le coordinate geografiche e l’altitudine a cui erano parlati è emerso che la presenza di consonanti eiettive aumenta con l’ aumentare dell’altitudine. In particolare il 62 per cento dei linguaggi che utilizzano le eiettive sono parlate da persone che vivono al di sopra dei 1500 metri di quota o abitano in un’area che dista al massimo 200 chilometri da questa zona di alta quota e la percentuale aumenta fino ad 87 se si considera l’area che dista al massimo 500 chilometri.

Il professor Caleb Everett sostiene che lo sviluppo di queste consonanti sia da imputare all’aria di montagna. Le consonanti eiettive sono dei particolari suoni pronunciati con la chiusura della glottide e la compressione di un certo quantitativo d’aria, essendo non polmonari cioè pronunciate senza emissione di fiato. La pressione atmosferica più bassa presente in alta quota renderebbe quindi più facile la pronuncia poichè l’aria meno densa è comprimibile più facilmente nella zona della faringe rendendo più semplice l’uso delle consonanti. Il suono che ne risulta è più breve e duro rispetto alle consonanti che usiamo solitamente. Infine, non essendoci emissione di fiato, si riduce l’emissione di vapore acqueo e quindi la disidratazione che può essere dannosa ad elevate altitudini.

Questo studio dimostrerebbe che il luogo geografico, in particolare l’altitudine, in cui una lingua è parlata influenzerebbe i suoni e la pronuncia della stessa. Tuttavia il risultato non sarebbe stato confermato in tutte le zone prese in esame. Il professor Everett infatti, ha individuato 6 regioni montane i cui linguaggi dovrebbero essere ricchi di consonanti eiettive, con la grande eccezione dell’altopiano del Tibet e aree adiacenti. Lo studioso ha già avanzato l’ipotesi che questa mancanza sia da imputare alla predisposizione genetica degli abitanti ad avere un ritmo respiratorio più alto che ridurrebbe gli effetti dell’ipossia. Questo adattamento all’aria di alta quota ridurrebbe quindi l’uso delle consonanti eiettive.

Un’associazione tra alta quota e un certo tipo di fonetica sarebbe comunque stata rilevata, pertanto ora saranno necessari ulteriori studi per comprendere se ci sia una vera e propria influenza diretta e se sì da parte di quale parametro.

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