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Marzo freddo e bagnato: raddoppiato il consumo di gas

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BERGAMO — Sono saliti alle stelle i consumi civili di gas nel mese di marzo: la Snam rete gas ha rilevato un impressionante +49,4% rispetto allo scorso anno. Colpa del meteo: il mese appena trascorso ha segnato un livello record di umidità e piogga: l’Isac Cnr ha rilevato un +60% di precipitazioni rispetto alle media di riferimento 1971-2000, con punte che vanno dal +150 al +300% al Nord, in particolar modo al Nordest.

Tanto è stato mite e secco il Marzo dello scorso anno, quanto umido, freddo e piovoso quello di quest’anno. Le temperature ben più basse rispetto a Marzo 2012 hanno fatto impennare la domanda di gas ad uso civile a 4.587,3 milioni di metri cubi di gas, in aumento appunto di +49,4% rispetto al 2012 e del +5.7% rispetto al 2011. Una inversione di tendenza rispetto agli ultimi 10 anni che aveva visto un progressivo calo dei consumi dal 2003, con minimo proprio nel Marzo del 2012.

Secondo i dati Ucea (ministero dell’Agricoltura) marzo che ha registrato in Italia una temperatura massima di 2,1 gradi inferiore alla media di riferimento nella seconda decade e rischia di essere ricordato come il piu’ freddo degli ultimi 50 anni in Europa. Questo clima rischia di danneggiare anche l’agricoltura. Secondo la Coldiretti, l’enorme quantità di pioggia caduta ha effetti disastrosi sulle semine e sui trapianti delle piantine per tutte le colture, dal mais al pomodoro alle verdure.

“I trattori rimangono impantanati dal fango nei terreni senza riuscire a svolgere le normali operazioni colturali in molte aree del Paese ed impedisce – sottolinea la Coldiretti – anche altre attività come il diserbo e la concimazione del frumento o la preparazione del letto di semina anche per colture importanti come le bietole da seme. Ma con il freddo sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di gemmazione e le “primizie” primaverili di questa stagione. Le violente manifestazioni temporalesche sono uno degli effetti dei cambiamenti climatici che in Italia si manifestano proprio con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, un maggiore rischio per gelate tardive”.

La Coldiretti stima che i raccolti nelle campagne del nord Italia nel mese di marzo possano crollare anche del 10 per cento.

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