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Svizzera, dallo scioglimento dei ghiacci nasceranno 600 nuovi laghi entro la fine del secolo

Il laghetto del ghiacciaio del Trift formatosi sul finire degli anni 90 (Photo courtesy of www.radiotavisupleba.ge)
Il laghetto del ghiacciaio del Trift formatosi sul finire degli anni 90 (Photo courtesy of www.radiotavisupleba.ge)

BERNA, Svizzera — Sulle Alpi Svizzere si potrebbero formare tra 500 e 600 nuovi laghi di montagna entro la fine del secolo, a causa dello scioglimento dei ghiacciai dovuto ai cambiamenti climatici degli ultimi decenni. A sostenerlo è uno studio condotto dal Fondo nazionale di ricerca scientifica che ha preso come modello un lago formatosi sul finire degli anni ’90 nel Canton Berna.

Il Fondo nazionale ricerca scientifica asserisce che i ghiacciai perdono ogni anno dal due al tre percento del loro volume a causa del riscaldamento terrestre e dei cambiamenti climatici degli ultimi decenni. Uno studio dell’Ufficio federale dell’ambiente afferma che da tutta l’acqua proveniente dai ghiacciai si potrebbero formare tra i 500 e i 600 nuovi laghi sulle Alpi Svizzere entro la fine di questo secolo. Questi nuovi laghi potrebbero raggiungere una superficie complessiva di 50-60 chilometri quadrati ovvero più grande di quella del solo lago di Lugano che raggiunge i 49 chilometri quadrati. Inoltre alcuni potrebbero raggiungere una profondità di oltre cento metri ed avere un volume di almeno 10 milioni di metri cubi.

Per analizzare meglio la situazione i ricercatori delle università di Berna e Zurigo e del politecnico di Losanna hanno effettuato un’indagine sulla potenzialità di questi nuovi laghi per conto del Fondo nazionale di ricerca scientifica. Per lo studio hanno preso come esempio il laghetto del ghiacciaio del Trift formatosi sul finire degli anni 90 nel comune di Gadmen nel Canton Berna. La formazione di questo nuovo specchio d’acqua aveva reso difficile l’accesso alla capanna del Trift e per aggirare l’ostacolo si era pensato di costruire un ponte sospeso. Questa struttura è oggi un’attrazione che porta centinaia di visitatori ogni anni e dal punto di vista turistico la zona non ha quindi perso le sue attrative a causa della comparsa del lago.

I ricercatori proseguiranno negli studi sui cambiamenti del paesaggio nelle Alpi Svizzere. Sebbene potrebbero esserci anche risvolti positivi a tale situazione, per esempio in termini di turismo e produzione di energia lettrica, sarà comunque necessario capire quali possano essere al contempo le minacce ambientali derivate dallo scioglimento delle nevi perenni dei ghiacciai. Gli studiosi per esempio, temono le conseguenze sui pendii liberi da neve e ghiaccio, che potrebbero produrre frane o altri rischi per il territorio e le persone.

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