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Allarme, le Alpi cambiano faccia: pascoli e alpeggi stanno scomparendo

Alpeggi abbandonati
Alpeggi abbandonati

BERNA, Svizzera — Malghe sempre più disabitate, qualità del latte in diminuzione e avanzata incontrollata del bosco sui pascoli. Sono questi i primi risultati dell’Atlante delle malghe, un’opera di consultazione sull’evoluzione degli alpeggi a partire dal 1900 nelle regioni Arge Alp di Baviera, Grigioni, San Gallo, Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Sudtirolo e Trentino, che verrà pubblicata nel 2013.

Sono circa 9500 le malghe gestite nel territorio delle Regioni dell’arco alpino della Comunità di lavoro Arge Alp. Di queste 2.151 in Tirolo, 1.783 nel Land del Salisburgo, 1.739 in Alto Adige, 776 in Trentino e 390 nel Canton San Gallo. Secondo i dati dell’atlante, il numero di malghe non è diminuito, anche perchè alcune sono state frazionate. Ma la loro estensione sì, e in modo preoccupante.

I pascoli stanno via via scomparendo, anche perchè la pastorizia è un’attività sempre meno redditizia e comunque lo spostamento delle mandrie in alta quota non viene riconosciuto dal mercato con un sovrapprezzo sui prodotti caseari. In pratica, nonostante il latte, burro e formaggio prodotti in alpeggio (dove le mucche si nutrono di erbe stagionali particolari) abbiano un sapore ed una qualità completamente diversa da quelli prodotti nelle stalle a valle, perlopiù industriali, il mercato li valuta allo stesso modo. Quindi perchè faticare portando le mandrie in quota?

Secondo la Cipra, l’unica eccezione in questo senso sono alcune malghe del Vorarlberg, in Trentino e nei due cantoni svizzeri. Altrove, in alpeggio vengono portati solo vitelli o vacche in asciutta (ossia nel periodo in cui non producono latte).

In ogni caso, mantenere alpeggi e pascoli è un lavoro faticoso e poco redditizio che oggi sempre meno persone decidono di mantenere. Oltretutto, sempre secondo quanto riferito dall’atlante, i contributi vengono erogati principalmente in base al numero di capi portati in alpeggio, per cui non c’è alcun incentivo per il mantenimento dei pascoli montani marginali.

Ma non è solo una questione di latte più o meno buono. L’abbandono dei pascoli dovrebbe preoccupare tutti dal punto di vista ambientale: i pascoli abbandonati diventano boschi. Si riduce la biodiversità e vengono perse tradizioni e antichi paesaggi culturali che sono pilastri della storia e della cucina alpina.

Come Montagna.tv vi invitiamo a segnalare le vostre idee o esperienze in merito a questo tema. Nostra intenzione è fare uno speciale sulle tradizioni alpine in via di scomparsa, per capire se esiste una possibilità di tenerle in vita anche dal punto di vista economico. La crisi le ucciderà definitivamente, o piuttosto potrebbe creare un ritorno alle tradizioni rurali? Video, foto, pensieri: aspettiamo i vostri contributi.

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