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Tre Cime di Lavaredo: si ritrova slegato mentre scende in doppia, vivo per miracolo

Tre Cime di Lavaredo (Photo courtesy of www.cristian.caorle.com)
Tre Cime di Lavaredo (Photo courtesy of www.cristian.caorle.com)

AURONZO DI CADORE, Belluno — Incredibile incidente sulle Tre Cime di Lavaredo, dove un 50enne si è ritrovato slegato mentre scendeva in corda doppia dalla Cima Ovest: è caduto solo per una ventina di metri ed è stato recuperato dal 118. Sempre sulle Tre Cime, nel giro di qualche ora, due rocciatori sono rimasti incrodati sugli ultimi tiri della via Dibona. Altri incidenti si sono verificati sulle Dolomiti e le montagne italiane durante il weekend, ma il più grave è accaduto nel Tirolo Austriaco dove un’alpinista italiana ha perso la vita.

Il 50enne era partito sabato da Merano con il figlio per salire lungo la via normale della Cima Ovest di Lavaredo, che raggiunge i 2973 metri di altezza. Nel pomeriggio i due stavano scendendo in corda doppia quando il padre, a causa di alcuni “problemi con la corda” non meglio specificati nel comunicato del soccorso alpino, si è trovato slegato.

L’uomo è caduto per una ventina di metri fino a fermarsi miracolosamente sopra un salto di roccia sottostante, a circa 2700 metri di quota. Sul luogo si è diretto l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, una volta individuato il ferito, lo ha imbarellato e recuperato con il verricello per trasportarlo all’ospedale di Belluno.

Nelle stesse ore due rocciatori si trovavano sullo spigolo nord-est della Cima Grande per salire lungo la via Dibona. A un paio di tiri dalla fine i due uomini sono rimasti incrodati. Incapaci di proseguire hanno attrezzato una sosta su uno sperone e contattato il 118 per uno aiuto. Fortunatamente a poca distanza sstava scalando un tecnico del Soccorso alpino di Auronzo che li ha raggiunti e aiutati a raggiungere la cima posta a 2999 metri di quota. Da qui i tre hanno effettuato la discesa in corda doppia lungo la via normale.

Sempre sabato sulle Dolomiti si sono verificati altri due incidenti. Nel primo un escursionista tedesco si è infortunato sul Civetta. L’uomo stava scendendo lungo il sentiero 557 quando nel tratto dal rifugio Torrani, posto a 2984 metri di quota, al Coldai è scivolato ed ha riportato una seria frattura ad un piede che gli ha impedito di proseguire. L’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è giunto sul posto e lo ha portato all’ospedale di Cortina. Il secondo incidente si è verificato sul Baffelan, cima di 1793 metri nella Catena del Sengio Alto. Un rocciatore ventenne era primo di cordata quando è scivolato al secondo tiro della Via Ferrara, lungo il versante nord-est della montagna. Due tecnici del Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno che stavano scalando poco distanti hanno raggiunto il giovane per prestargli le prime cure. In seguito è giunto sul posto l’elicottero che, recuperato il ferito con il verricello, lo ha trasportato all’ospedale di Trento con un sospetto trauma al costato.

A pochi chilometri di distanza dal Baffelan si è verificato domenica un incidente al Passo dello Zovo, valico che mette in comunicazione i paesi di Schio e Valdagno nella provincia di Vicenza. Un gruppo di amici stava passeggiando in località Muccion quando una signora è caduta in una scarpata. La donna è scivolata per alcuni metri tra i boschi e le rocce ed è stata raggiunta dal Soccorso Alpino di Recoaro-Valdagno e Schio. I volontari l’hanno medicata e imbarellata per trasportarla fino alla strada dove l’ambulanza l’attendeva per portarla in osepdale.

Sempre domenica un’altra donna è finita in una scarpata, questa volta sull’Appennino. La 76enne stava facendo una passeggiata sul monte Bucciana, cima di 1223 metri della provincia di Prato, quando nel tratto tra il Rifugio Pacini e la Cascina di Spedalletto si è vista arrivare dalla parte opposta 2 persone in mountain bike. Per scansarsi è scivolata in un canalone e la prontezza di spirito l’ha fatta aggrappare ad un albero che le ha impedito di scivolare ulteriormente e di correre ulteriori rischi. Il Soccorso alpino e speleologico della Toscana è intervenuto per le prime cure. La donna ferita è stata poi trasportata con l’elicottero all’ ospedale fiorentino di Careggi.

Nella giornata di ieri un incidente mortale si è verificato sulle montagne del Tirolo austriaco. Secondo le fonti locali un gruppo di 13 alpinisti e 4 istruttori aveva passato la notte tra sabato e domenica presso il rifugio Cima Libera posto a 3145 metri nel Tirolo italiano. Al mattino avrebbero dovuto proseguire per Cima del Prete – vetta di 3.458 metri sul confine tra Italia ed Austria – fino a giungere al Pan di Zucchero – 3507 metri di altitudine e completamente in territorio austriaco – quando è avvenuta la tragedia. Una delle alpiniste è scivolata per circa 200 metri in una zona denominata Pfaffensattel a 3200 metri di quota. La caduta è terminata in un crepaccio e quando i soccorsi l’hanno raggiunta per lei non c’era più niente da fare. La salma è stata portata ad Innsbruck dov’è stata identificata come una cittadina italiana, di cui però non si conoscono ancora le generalità.

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