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Il futuro del nord del Pakistan passa dal grande Parco del Karakorum Centrale

Workshop Seed 1
Workshop Seed

ISLAMABAD (Pakistan) — La ricetta italiana per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione dei grandi ecosistemi montani fa scuola in Pakistan, dove è in corso il workshop promosso dal Comitato Ev-K2-Cnr e Università Internazionale del Karakorum (KIU) per fare il punto sul progetto SEED (Sviluppo Economico, Sociale e Ambientale), rivolto al piano di gestione del Central Karakorum National Park (CKNP), il più grande parco nazionale del Paese che si estende su una superficie di 10.000 km quadrati e spazia tra i 2.500 e gli 8.000 metri di altitudine.

Un’area ricca di risorse naturali fondamentali per il quadro socio-economico locale, che riveste un ruolo vitale per gli equilibri ambientali della regione e nel contempo rappresenta una cartina di tornasole come modello di gestione, su cui si concentra l’attività di implementazione del Parco Nazionale del Karakorum con l’attivazione di 26 diversi progetti di sviluppo e un piano di ricerca quinquennale (2010-2014) coordinata da Ev-K2-Cnr e finanziata dal governo pakistano per un importo di 10 milioni di dollari in cinque anni sulla base dell’accordo bilaterale per la conversione del debito Italia-Pakistan.

Un centinaio i partecipanti al workshop SEED di Islamabad, con il contributo rilevante offerto dalla missione italiana formata da 21 tra ricercatori universitari e del Cnr e tecnici del Comitato Ev-K2-Cnr, oltre ai responsabili di ricerca della KIU e dei rappresentanti di enti e istituzioni locali coinvolti nel progetto, tra cui Sadia Danish e Aftab Haider, rispettivamente consigliere per il turismo e per il patrimonio forestale della Regione del Gilgit and Batistan, il direttorato del CKNP, esponenti di WWF e Club Alpino del Pakistan, Organizzazione per la protezione dei ghiacciai montani, Dipartimento Meteorologico del Pakistan, Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, tutto sotto l’egida dell’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite.

In apertura dei lavori Najma Najam, Vice Chancellor della KIU, ha sottolineato come le metodologie e la collaborazioni attivate nell’ambito del SEED tra ricercatori provenienti da diverse istituzioni di diverse nazioni, tra realtà pubbliche come le amministrazioni del Gilgit and Baltistan e quelle private, tra enti e agenzie internazionali, siano un modello di successo per operare nel campo della ricerca e dello sviluppo sostenibile. A seguire gli interventi di Francesca Steffanoni in rappresentanza del Comitato EvK2Cnr, Abid Ali direttore del CKNP, e Raffaele Del Cima in qualità di direttore di SEED, che hanno elencato gli interventi di ricerca sviluppati nell’ambito del più importante progetto di cooperazione internazionale dedicato alla salvaguardia e allo sviluppo della regione del Karakorum. Un patrimonio naturalistico tra i più preziosi al mondo ma anche uno degli ecosistemi più fragili che va salvaguardato nell’interesse del pianeta e con l’obiettivo di contribuire agli equilibri geopolitici ed economici di un Paese che riveste rilevanza strategica nella fascia arabo-asiatica. La conversione del debito pakistano verso l’Italia ha contribuito a convogliare le migliori risorse della ricerca in un intervento tanto vasto e articolato, quanto di straordinaria portata.

Durante le quattro giornate di lavoro verranno illustrati i risultati delle attività di ricerca a 2 anni dall’inizio del progetto , si affronteranno temi quali la gestione e valorizzazione delle risorse naturali, idriche e forestali, lo studio della biodiversità, il monitoraggio climatico-ambientale, il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e della qualità di vita delle comunità locali, attività di waste management e turismo sostenibile. Di particolare interesse lo studio, presentato nella seconda giornata, condotto dal gruppo di ricerca della cattedra di geografia fisica e geologia ambientale dell’Università di Milano, guidato dal prof. Claudio Smiraglia e dalla dott.ssa Guglielmina Diolaiuti, che ha aggiornato il catasto dei ghiacciai del Parco Nazionale del Karakorum Centrale, partendo da una precedente mappatura realizzata dal Centro Internazionale per lo Sviluppo integrato della montagna (ICIMOD), determinando che il 38% del territorio del CKNP ne è ricoperto e fornendo posizione ed estensione dei 715 ghiacciai presenti. La conoscenza dettagliata di massa, portata e movimenti di questi ghiacciai è il dato di riferimento per la loro salvaguardia e conservazione, in quanto costituiscono una riserva indispensabile per centinaia di milioni di abitanti. Un campo di studio correlato ai programmi di ricerca sul clima e l’ambiente, primo fra tutti SHARE, che il Comitato Ev-K2-Cnr conduce nell’area himalayana e del Karakorum.

I risultati delle attività di ricerca svolte nell’ambito del Progetto SEED saranno uno strumento anche per fornire le indicazioni tecniche che porteranno alla definizione di un management plan per il Central Karakorum National Park, indicazioni che verranno condivise e discusse nella giornata conclusiva del workshop, quando il tavolo dei lavori si aprirà al dibattito coinvolgendo, istituzioni, comunità locali, partner e agenzie internazionali come Unep e in cui coinvoglieranno anche altri progetti presenti nell’area, primo tra tutti Karakorum Trust II che vede tra i suoi obietti proprio lo sviluppo sostenibile del CKNP.

 

Workshop Seed
Workshop Seed – foto di gruppo

Al centro, Sadia Danish e Aftab Haider rispettivamente consigliere per il turismo e per il patrimonio forestale della Regione del Gilgit and Batistan
Al centro, Sadia Danish e Aftab Haider rispettivamente consigliere per il turismo e per il patrimonio forestale della Regione del Gilgit and Batistan

Da sinistra, Abid Ali direttore del CKNP, Najma Najam, Vice Chancellor della KIU, e Raffaele Del Cima direttore di SEED
Da sinistra, Abid Ali direttore del CKNP, Najma Najam, Vice Chancellor della KIU, e Raffaele Del Cima direttore di SEED
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