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C’è oro nelle montagne bergamasche

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BERGAMO — E’ ufficiale: nelle montagne bergamasche ci sono tracce d’oro. La notizia è stata diffusa oggi da Renato Marsetti, geologo responsabile di Ecogeo, il centro di ricerche tecnologiche e d’ambiente di Bergamo.

Ovviamente non si tratta di giacimenti auriferi in stile Klondike. E lassù non si scatenerà una corsa all’oro in stile California 1850. Ma una cosa è certa: sulle Prealpi bergamasche ci sono tracce ben evidenti del prezioso metallo.
 
Marsetti ne è convinto. E lo ha anche scritto in un articolo per l’ultimo numero della Rivista mineralogica italiana, basato su trent’anni di studi e analisi nelle zone della Valle del Goglio.
 
Le ricerche sono iniziate nel 1972. Da allora sono stati rinvenuti campioni di oro sia nelle rocce sia nel torrente Goglio. Eppure per molto tempo si è continuato a parlare di leggenda.
 
Da secoli, realtà e invenzione si sono fuse tra loro, dando vita a racconti tramandati di padre in figlio dalle genti locali. Alcuni scritti del 1200-1300 sostengono che l’oro fu trovato tra il pizzo Varrone e il Tre Signori. Padre Celestino ricorda nelle sue cronache miniere d’oro a Dossena, in Valle Brembana e a Zono di Sopra, villaggio ora scomparso della Valle di Scalve. In un documento del 1794 si legge addirittura che furono ordinate indagini segrete sulla possibile escavazione di una vena d’oro sul Monte Presolana.
 
Certo è che nel corso degli anni,  il caparbio geologo ha trovato campioni d’oro sia nelle rocce sia nel torrente Goglio, salendo da Gromo verso i laghi Nero, d’Aviasco, Campelli, Cernello e Sucotto.
 
Marsetti, inoltre, ha trovato pepite e scagliette d’oro nelle acque dell’alta Valle Seriana. E dentro piccole pepite incastonate nelle rocce, generalmente unite al quarzo, e visibili anche a occhio nudo.
 
 

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