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Aquila reale trucidata in Valsassina

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PRIMALUNA, Lecco — Affascinante ed maestosa si librava ogni giorno nei cieli sovrastanti le guglie della Grigna, tra cui aveva trovato una casa sicura. O, almeno, così credeva fino a ieri. Quando un crudele bracconiere ha messo fine per sempre al suo volo regale e il suo corpo, fucilato e martoriato, è stato ritrovato in un alpeggio della Valsassina.

L’aquila reale è caduta nella fatale trappola di un infido bracconiere. Una carcassa di pecora, sistemata in bellavista, l’ha attratta nel luogo dove è stata uccisa a sangue freddo con un colpo di fucile a pallettoni. Che l’ha stroncata in una frazione di secondo.
 
Chi sa se il bracconiere si è reso conto di quello che stava facendo. Certo è che l’orrendo omicidio non gli è bastato e ha pensato bene di infierire anche sul corpo dell’animale ormai senza vita. E poi se l’è data a gambe.  L’aquila è stata ritrovata, oltre che impallinata, con le zampe fratturate e le ali spezzate.
 
Si trattava di uno splendido esemplare di maschio adulto, con un’apertura alare di quasi un metro e mezzo. Con altre sette aquile reali della sua specie nidificava nelle alpi lecchesi. I suoi resti sono stati trovati ieri mattina all’Alpe Piazza Bruno, nel comune di Primaluna, in Valsassina.
 
Una fine ingiusta, crudele, e senza cuore. Proprio come quella del guerriero che saliva la Grigna per raggiungere la sua bella, e da lei a tradimento fu ucciso. Proprio come canta la triste leggenda della Grigna.
 
Ma l’orrendo delitto, dicono le autorità locali, non resterà impunito. La Provincia di Lecco ha già sporto denuncia contro ignoti. La Regione Lombardia si dichiara pronta a costituirsi parte civile per dare un segnale forte contro episodi di questo genere.
 
Nella zona non accadevano episodi così gravi di bracconaggio da dieci anni. Ma l’uccisione di quest’aquila fa ripensare alla morte, nella stessa zona, di un’altro esemplare, femmina, nel maggio scorso. Allora non fu possibile risalire alle cause del decesso a causa dell’avanzato stato di decomposizione, ma il bracconaggio è tra le probabilità più attuali. La coppia viveva nel cuore della Valsassina, ed era una delle quattro che nidificava nel territorio lecchese.
 
 

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