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Alpinista muore sull'Antelao, soccorritori rischiano ipotermia

Antelao (Photo www.vieferrate.it)
Antelao (Photo www.vieferrate.it)

CALALZO DI CADORE, Belluno — Un alpinista veneziano è morto ieri pomeriggio mentre scendeva dalla vetta del monte Antelao. L’uomo si trovava a 2700 metri di quota con un amico sulla variante Lindemann alla via normale della montagna quando è scivolato, precipitando sotto una cascata. Difficili le operazioni di recupero: gli uomini del Soccorso alpino hanno condotto un lungo intervento sotto l’acqua ghiacciata, rischiando principi di ipotermia.

Le operazioni di soccorso sono state particolarmente difficoltose per diversi motivi. Prima di tutto le condizioni meteorologiche: forti raffiche di vento hanno impedito più volte all’elicottero del Suem di Cadore di avvicinarsi alla parete dell’Antelao, la montagna di 3.264 metri, seconda cima più alta delle Dolomiti.

Con un primo avvicinamento, sono stati sbarcati 6 tecnici del Soccorso alpino di Pieve di Cadore e San Vito di Cadore che si sono attrezzati a scendere per circa 8 metri sotto il getto gelido dell’acqua che proveniva dal nevaio soprastante, rischiando principi di ipotermia. Il corpo della vittima infatti, un alpinista 56enne di Venezia, era precipitato in un crepaccio scavato dall’acqua: l’uomo si trovava a circa 2.700 metri di altitudine e stava predisponendo gli ancoraggi per superare un salto di roccia con le corde doppie, quando è scivolato e caduto.

L’elicottero è riuscito a imbarcare il compagno dell’uomo utilizzando un verricello di 50 metri prima che il vento impedisse a lungo altri avvicinamenti. L’alpinista è stato messo in salvo e trasportato al rifugio Scotter – Palatini, posto a 1580 metri di quota. Infine, dopo alcune ore, le condizioni meteo sono migliorate e l’elicottero ha potuto rialzarsi in volo e recuperare la salma con un verricello di 5 metri e una manovra di hovering.

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