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Centrali idroelettriche sui torrenti alpini? La Valsassina si ribella

Le celebri cascate del Troggia a Introbio (Photo Quagliodromo courtesy Panoramio)
Le celebri cascate del Troggia a Introbio (Photo Quagliodromo courtesy www.panoramio.com)

PREMANA, Lecco — E’ bufera, in Valsassina, per i progetti di captazione idroelettrica e di costruzione di centrali sui torrenti del territorio. Prima a Premana, poi a Cortenova, e ora in altri paesi della valle, i cittadini iniziano ad alzare la voce e a raccogliere le firme contro quello che da un lato è classificabile come produzione di energie rinnovabili, ma dall’altro potrebbe significare rovina dell’ambiente e destabilizzazione di versanti montani già a rischio.

Il Varrone, il Troggia e gli affluenti del Pioverna. Questi i torrenti nel mirino delle società idroelettriche, prevalentemente valtellinesi, che vorrebbero sfruttare i corsi d’acqua della Valsassina per produrre energia idroelettrica. A Premana, dove una centrale è già in costruzione in località Ciudrin e altri 4 progetti sono in attesa, è sorto il comitato “Salviamo i nostri torrenti”, che ha già raccolto 600 firme da presentare in Provincia, a Lecco, per impedirne l’attuazione. Ora, però, i problema si è allargato a macchia d’olio negli altri paesi della valle.

A Introbio, più di una società ha depositato richiesta in Regione per costruire centrali sul torrente Troggia, spettacolo naturale con le sue cascate, che ospitò fra l’altro la prima centrale idroelettrica dell’Enel nella zona. Ma i tecnici incaricati dal comune hanno evidenziato un alto rischio geologico e idrogeologico nella zona alta del torrente.

A Cortenova si è discusso proprio in questi giorni di un progetto che vorrebbe la captazione dell’acqua del torrente che attraversa la Valle dei Mulini, ma che suscita molte perplessità. Si parla di impatto ambientale e inquinamento acustico, perchè il tutto si dovrebbe realizzare in paese. Si parla di sfruttamento di una galleria comunale inadatta e dedicata ad altri scopi, di un tracciato che investe un parco, bene culturale del comune, e del pericolo per il terreno che sostiene la nuova galleria artificiale che ha ripristinato il traffico sulla provinciale dopo la frana del novembre del 2002. Il comune ha emesso una delibera da inviare in Regione, che evidenzia il danno che l’ambiente potrebbe subire in seguito a tale opera, invitando anche i privati a partecipare.

Come andrà a finire è dura da prevedere. Gli interessi per la costruzione delle centrali sono notevoli, anche se in effetti, secondo recenti statistiche di fonte regionale, la Lombardia non avrebbe bisogno di ulteriori centrali per la produzione di energia. E’ da citare, inoltre, uno studio della Cipra che conferma come questo tipo di progetti comprometta l’equilibrio delle acque montane, asciugando i corsi d’acqua alpini e creando una sorta di “emergenza idrica”.

Il tutto, ovviamente, dev’essere valutato a livello locale. Ma segnaliamo che la stessa polemica sulle captazioni idroelettriche era finita su tutti i giornali alcuni anni fa, quando i valtellinesi stessi si erano ribellati alla costruzione di centrali nel paradiso della Val di Mello. Secondo le statistiche, già oltre il 90 per cento dei torrenti e dei fiumi di Valtellina e ValChiavenna non è più libero di scorrere naturalmente a causa delle opere idroelettriche.

Info: www.valsassinanews.com

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3 Commenti

  1. E’ ora di dire basta a questi progetti di captazione delle acque montane. Che bisogna dirlo servono solo per le campagne pubblicitarie di compagnie energetiche che così possono vantare percentuali in crescita di energia rinnovabile. A quale prezzo per l’equilibrio delle aree montane? Bisogna dirlo chiaramente, il concetto da (in)seguire non è solo quello del produrre più energia da fonti rinnovabili, ma consumarne di meno di quella che c’è ed utilizzarla al meglio. Se non partiamo dall’idea che bisogna modificare il nostro modello di sviluppo in un’ottica meno consumistica difficilmente questi progetti di microgenerzione saranno sufficienti. Con il risultato di arrecare anche un danno, non solo, paesaggistico, alle regioni montane. Sviluppo si, ma sostenibile e spazio alle idee nuove in un mondo che ce lo chiede e a cui lo dobbiamo.

  2. Purtroppo a Premana qualcuno non si rende conto dei danni che queste centrali causano,(dove esistono hanno creato solo danni)
    Ma per il dio soldo certa gente si venderebbe anche i loro figli.

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