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Da Polenza: Moro e le invernali, finalmente fuori all'alpinismo "marmellata"

Agostino Da Polenza
Agostino Da Polenza

BERGAMO — “Un ottimo risultato, quello di Simone e dei suoi amici. Un’invernale che si toglie dal ciarpame dell’himalaysmo degli ultimi anni. Un’impresa limpida di cui si riesce a leggere perfettamente l’alto valore sportivo, tecnico, umano e ambientale”. Questo il commento di Agostino Da Polenza alla prima invernale sul GII, compiuta stamattina da Simone Moro, Denis Urubko e Cory Richards.

“Sento parlare di invernale in Karakorum da tantissimi anni – dice il presidente del Comitato EvK2Cnr, che ha organizzato decine spedizioni alpinistico-scientifiche su queste grandi montagne -. Nessuno ci era mai riuscito, nemmeno Wielicki o altri grandi. Ma al di là di questo valore tecnico, c’è un valore alpinistico che va ben oltre”.

“La salita di oggi segna un passo in avanti per la storia dell’alpinismo – spiega Da Polenza -. In questi anni siamo stati abituati ad un “alpinismo marmellata”, omologato sui 14 ottomila come performance, poco importa come si salgono. C’è stata molta confusione attorno alle salite himalayane. Ma la discriminante invernale pone una distinzione forte nella comprensione del valore dell’impresa”.

“Simone è per davvero diventato protagonista della storia dell’alpinismo – prosegue Da Polenza -. Messner ha fatto i 14 ottomila senza ossigeno ed è stato l’ultimo grande vero “pazzo” dell’alpinismo himalayano, riconosciuto a livello internazionale. Poi ci sono stati pazzi legati alla performance tecnico arrampicatoria. Ma dal punto di vista dello spirito himalayano, questa forma di alpinismo ripropone una sfida innovatrice chiara, che Simone sta portando avanti in maniera molto energica, trasparente e ottimi risultati. Simone rimane poi un eccezionale comunicatore: la dimostrazione stamattina, quando dopo pochi minuti dalla vetta già circolavano le notizie””.

“Io ho scelto Moro per la sua prima spedizione alpinistica, all’Everest nel 92 – racconta poi Da Polenza -. Siamo rimasti amici per un po’ di tempo, poi abbiamo avuto delle divergenze di pensiero. Devo dire che da qualche anno le sue scelte molto lucide in termini di regole con cui affrontare l’alpinismo, la grande maturazione tecnica e sportiva e la scelta delle invernali, quindi di un ambito particolare e innovativo dell’alpinismo, grazie alle regole che lui stesso ha stabilito, hanno avuto un valore davvero importante”. Lo hanno reso davvero protagonista”.

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2 Comments

  1. Bravo Da Polenza, basta con l’himalaismo “marmellata”! E magari anche meno spazio sul sito alle cosiddette imprese di alcuni presunti alpinisti perennemente alla ricerca dell’attenzione di un pubblico sprovveduto (per ottenere laute sponsorizzazioni).

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