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Scintille fra Uncem e Governo

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TORINO — Polemiche, polemiche ancora polemiche. E’ quanto emerso dagli ultimi Stati generali della montagna, lunedì e martedì scorso a Torino. Nelle sale del Lingotto è andato in scena uno scontro senza precedenti fra l’Uncem (l’unione nazionale comuni comunità enti montani) e il governo di centrosinistra rappresentato da 3 sottosegretari: il sottosegretario alle Riforme e Innovazioni nella Pubblica Amministrazione Gian Piero Scanu, il sottosegretario agli Affari Regionali e Autonomie locali Pietro Colonnella e il sottosegretario alle Riforme Istituzionali Paolo Naccarato.

La prima mattinata non si è conclusa nel migliore dei modi. Soprattutto dopo che l’Uncem aveva deciso, nella serata di domenica 19 novembre, di interrompere le relazioni con il Governo, a meno che quest’ultimo non invertisse la rotta seguita fino a quel momento.
 
Il tema su cui si è da subito dibattuto è stato il mancato mantenimento delle promesse fatte nei confronti dell’Uncem e della montagna nel testo della Finanziaria. Il clima di nervosismo è cresciuto anche a causa dell’assenza del ministro con delega alla montagna Linda Lanzillotta, sebbene per l’occasione, a sostituirla, ci fosse il sottosegretario Pietro Colonnella.
 
Enrico Borghi, presidente dell’Uncem (nella foto), ha evidenziato l’importanza della montagna nella crescita del Paese e criticato il fatto di non utilizzare le sue risorse per il progresso della stessa. “Ci chiediamo da che parte sta la politica. Il ministro con delega alla Montagna ci dica da che parte sta, e non risponda “dalla parte dei cittadini”. Perché quelli hanno eletto noi e non lei” ha aggiunto Borghi, che ha chiesto al Governo la digitalizzazione totale del territorio montano entro il termine della legislatura.
 
Il giorno seguente poi è emersa invece un’interessante riflessione. Il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita ha fatto notare come le aree montane siano cresciute in questi ultimi anni. soprattutto quelle del Sud. Il contributo al prodotto interno lordo delle montagne è cresciuto dell’11,8%, rispetto ad una media italiana del 6,5% dal 1999 al 2003.
 
La staticità della società montana e l’aumento delle relazioni tra la montagna e il resto del territorio sono i due principali fattori di questo sviluppo. Per non parlare poi del contributo che hanno dato il settore enograstronomico, il turismo e l’artigianato artistico.
 
"La montagna rappresenta un bacino strategico di risorse monetizzabili: acqua ed energia sono le risorse del domani e non possono essere più gestite solo come risorse paesaggistiche" ha detto De Rita.
 
Il segretario del Censis ha anche incoraggiato le organizzazioni e le imprese a sfruttare il più possibile le risorse territoriali. In questo modo ci si affiderebbe sempre più al "pensiero laterale", cioè alla rete istituzionale che consente di valorizzare le potenzialità delle località montane, e sempre meno alla richiesta di finanziamenti.
 
Le scuse ufficiali del Governo sono arrivate da Gian Piero Scanu, il sottosegretario alle Riforme e Innovazione, che ha invitato l’Uncem a tornare in Conferenza Unificata, nella speranza di raggiungere un accordo per la crescita della montagna. Anche Colonnella ha espresso la volontà di ristabilire un clima di serenità con l’Uncem, oltre che sottolineare il suo ruolo di rilievo nel rilancio del nostro Paese.
 
Valentina Corti

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