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Trento, arriva l’asfalto mangia-smog

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TRENTO — Che dalle parti del Trentino si pensasse ecologico è cosa nota. Ora però il Comune di Rovereto ha deciso di sperimentare addirittura un nuovo asfalto mangia-smog.

Dopo i provvedimenti assunti per far fronte alle particelle nocive derivanti dalle polveri sottili Pm10, l’amministrazione comunale si è lanciata nell’ innovativo rivestimento da applicare sull’asfalto, che pare sia in grado di assorbire le emissioni inquinanti dei veicoli.
 
La "patina" sfruttal’energia solare e una serie di cristalli che hanno proprietà fotocatalitiche per ossidare gli inquinanti a forme non più pericolose per la salute.
 
Nei primi 8 mesi di prova e monitoraggio sull’inquinamento in una zona altamente trafficata del Milanese si è constatato un abbattimento medio del 30 per cento di ossido di azoto e del 50 di ossido di zolfo.
 
Il prodotto è un composto di biossido di titanio (Tio). Usato come potentissimo sbiancante, atossico e innocuo, il preparato ha manifestato una spiccata azione fotocatalizzatrice tale da degradare i principi inquinanti, spiegano gli esperti.
 
La nuova sperimentazione si avvale della consulenza scientifica del Politecnico di Milano. E’ avverrà su un tratto di strada (via Benacense all’incrocio con via Ronchi)particolarmente trafficato,  dotato di centralina di monitoraggio degli inquinanti.
 
Il tratto sperimentale è di circa 400 metri. Per posare la malta fotocatalitica (della durata di 5 anni) basteranno uno o due giorni di lavoro.
 
L’intervento sarà effettuato a metà della prossima settimana (meteo permettendo).

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