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Piccolo Cervino: Cipra Svizzera contraria

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ZURIGO, Svizzera — "Purtroppo anche in Svizzera è l’economia a dettar legge, e l’ambiente ha poco valore. Ma deturpare le montagne non è la soluzione per il nostro sviluppo turistico". E’ questo il duro commento di Christine Neff, presidente della Cipra Svizzera (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), al progetto del comune di Zermatt di costruire, a scopo turistico, un centro divertimenti sulla vetta del Piccolo Cervino (3.883 metri). Un progetto che, in Italia, ha suscitato nei giorni scorsi grande clamore.

Signora Neff, qual è il suo parere sulla questione "Tour Eiffel sul Piccolo Cervino"?
All’inizio, quando abbiamo sentito di questo progetto, pensavamo fosse uno scherzo. Ma dobbiamo prenderlo sul serio: il comune di Zermatt e anche le istituzioni turistiche sostengono questa idea con convinzione. Per noi è assolutamente assurdo. Realizzarlo significherebbe perdere tutto il rispetto verso la natura e il paesaggio. Sembra che la tecnologia debba servire a realizzare tutti i progetti, anche quelli pazzi e inadatti all’ambiente.
 
E’ così che ritiene il progetto di Zermatt?
Quella torre è il primo passo per creare un centro di divertimento sulla cima del Klein Matterhorn (Piccolo Cervino), per creare un’infrastruttura complessa e intercambiabile che si trova anche nelle zone urbane in Svizzera. Così le particolarità e il carattere del paesaggio vengono distrutte.
Davvero non riusciamo a capire la strategia dei risponsabili del progetto che, con questa idea, è come se vendessero tutto il capitale (paesaggio, natura) di Zermatt. Senza contare che non si sa se questo centro funzionerà anche del punto di visto economico.
 
Come mai un progetto del genere è nato proprio in Svizzera, conosciuta in tutto il mondo per la sua attenzione all’ambiente?
Le assicuro, noi che lavoriamo e abitiamo in Svizzera non vediamo così positivamente il ruolo della Svizzera nella protezione dell’ambiente. Oggi, nella politica, è dappertutto l’economia che conta. Paesaggio e natura non hanno un gran valore. Lo dimostrano tutti i progetti ideati nelle zone alpine: sono progetti per promuovere uno sviluppo turistico non sostenibile, di grandi dimensioni, che crea tanto traffico, distrugge zone protette, e via dicendo. D’altro canto devo specificare che, nel caso di Zermatt, non si può parlare di "Svizzera", perchè si tratta del Cantone Vallese. I nostri cantoni hanno ampia autonomia nella pianificazione regionale. Le decisioni dipendono quindi dalla politica del cantone e dalle amministrazioni locali.
 
Secondo lei, è questa la miglior direttrice per lo sviluppo turistico del vostro paese?
Come ho già accennato, per noi non è il modo giusto per cercare di aumentare il turismo in Svizzera. Siamo troppo piccoli per realizzare tali progetti. Non possiamo costruire le stesse cose che troviamo nelle zone urbane in cima alle montagne. Secondo noi la gente cerca esperienze particolari per le proprie vacanze, come ad esempio un panorama indisturbato, una vista di montagne pure e incontaminate. Gli altri divertimenti si possono trovare nella vita quotidiana. Si dovrebbero realizzare per lo più progetti che servono come modelli per uno sviluppo sostenibile negli Alpi.
 
La Cipra Svizzera sta facendo qualcosa per questa situazione?
La Cipra non ha le risorse e gli strumenti per intervenire: devono essere i diversi membri a reagire. Queste organizzazioni possono intervenire anche a livello legale, se si trovano aspetti contradittori.
 
 
Sara Sottocornola

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