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Itoiz, ovvero il possibile Vajont spagnolo

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PAMPLONA, Spagna — A rischio. Fortemente a rischio. Gli ambientalisti spagnoli lanciano un grido di allarme per la diga di Itoiz, in Navarra, che è stata costruita in una zona di grande sismicità. 

In due anni sono state 492 le scosse di terremoto che hanno colpito la struttura. "La montagna lì sopra rischia di crollare mentre le autorità ignorano gli studi scientifici" denunciano gli ambientalisti. 
 
Da 15 anni ormai il Coordinamento, l’organismo locale che si batte contro il progetto e contro "il gravissimo rischio" che minaccia la popolazione. Il Coordinamento ha inoltre accusato le autorità competenti di non aver tenuto in considerazione le raccomandazioni contenute in due rapporti ufficiali.
 
Dal 2004 ci sono stati 492 terremoti nella zona, gli ultimi nei giorni scorsi uno dei quali «con epicentro all’interno del bacino della diga» ha detto all’Ansa Patxi Gorraiz, portavoce del Coordinamento di Itoiz.
 
Secondo Gorraiz, "fortunatamente questa scossa è stata di 1,2 gradi Richter. Ma se ce ne fosse una simile a quella del 18 settembre 2004, di 4,6 gradi, la montagna su cui poggia la diga potrebbe crollare con conseguenze inimmaginabili per i paesi a valle. Il più vicino di questi centri, Aoiz, si troverebbe a solo pochi secondi da una possibile gigantesca ondata".
 
Insomma, un Vajont annunciato, sostengono gli ambientalisti. Gorraiz denuncia che nei mesi scorsi due rapporti richiesti dal governo centrale, uno geologico e l’altro ingegneristico, hanno confemato i rischi per la stabilità della diga denunciati dal Coordinamento.
 
Per questo il ministro dell’Ambiente Cristina Narbona aveva ordinato limiti severi alle operazioni di riempimento e svuotamento del bacino. "Ordini che non sono stati rispettati in alcun modo dalla Confederazione dell’Ebro (l’organismo che gestisce la diga)", accusa Gorraiz.

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