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Bolzano, 175mila euro agli scopritori di Oetzi

Una possibile ricostruzione di Oetzi
Una possibile ricostruzione di Oetzi

BOLZANO — Gli eredi dei coniugi Simon saranno ricompensati con 175mila euro. Sembrerebbe arrivato a un epilogo l’annoso contenzioso tra la famiglia degli scopritori di Oetzi e la Provincia di Bolzano. Dopo il fallito accordo di giugno 2009, le due parti avrebbero finalmente trovato un’intesa.

Sono passati quasi 20 anni da quel 19 settembre 1991, giorno in cui Helmuth ed Erika Simon scoprirono i resti di una mummia sepolta tra i ghiacci del Similaun in Val Venosta, al confine tra Italia e Austria. Da allora Oetzi, preziosissimo reperto archeologico, è stato oggetto di numerose ricerche, svelando importanti informazioni sulla storia degli uomini di 5mila anni fa.

In questo ventennio i coniugi tedeschi sono stati impegnati in un contenzioso con la Provincia di Bolzano per ricevere il premio economico in ricompensa della sensazionale scoperta. Nel 2004 Helmuth Simon moriva assiderato in una tempesta di neve, poco lontano dal luogo di ritrovamento della mummia. La battaglia legale è continuata dopo la sua morte, portata avanti dalla vedova e dai loro figli.

Nel giugno dell’anno scorso sembrava che le parti avessero trovato un’intesa, ma all’ultimo l’accordo sfumò. Oggi finalmente l’annoso contenzioso sembra arrivato al suo epilogo, che vedrebbe andare alla famiglia Simon una cifra pari a 175mila euro, comprensiva anche delle spese legali. Nel frattempo la giunta provinciale di Bolzano avrebbe avviato le procedure per far riconoscere la celebre salma patrimonio Unesco dell’umanità.

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