Il gigante di ghiaccio si arrende: il drammatico arretramento del Perito Moreno
I dati satellitari confermano la fine di un'era per il ghiacciaio patagonico, a lungo ritenuto tra i più resistenti alla crisi climatica.
Per decenni il Perito Moreno è stato considerato un supereroe tra i ghiacciai, un baluardo apparentemente indistruttibile nel cuore del Parco Nazionale Los Glaciares, nella Patagonia argentina. Mentre i giganti di ghiaccio circostanti registravano perdite ingenti, il Perito Moreno era lì a resistere, conservando un equilibrio in grado di affascinare scienziati e turisti da tutto il pianeta. Ma qualcosa sta cambiando.
Le immagini satellitari di recente diffuse nell’ambito del programma europeo Copernicus mostrano una realtà inequivocabile: il riscaldamento globale sta costringendo il ghiacciaio Perito Moreno alla resa.
Perito Moreno in ritirata: le immagini dallo spazio
Un’immagine catturata in data 30 giugno 2026 dai satelliti Sentinel-2, diffusa nei giorni scorsi attraverso il sito e i canali social ufficiali del programma di ricerca europeo Copernicus, mostra chiaramente l’arretramento manifestato nell’ultimo decennio del fronte glaciale, che si estende tra il Lago Argentino e il Brazo Rico, un braccio meridionale del lago.
Confrontando lo stato attuale con la linea di riferimento del 2016, emerge uno scenario drammatico che, come evidenziato dai ricercatori, non è purtroppo da interpretarsi come fluttuazione temporanea dell’estensione del ghiacciaio. I dati indicano che dal 2016 lo schema di moderati avanzamenti e ritiri che caratterizzava il Perito Moreno si è spezzato.
A differenza della stabilità mostrata tra il 2000 e il 2019, periodo in cui era arretrato di meno di 100 metri, negli ultimi anni si è registrato un notevole aumento del tasso di ritiro. Il segnale più allarmante di questa crisi si è concentrato nel 2025, anno in cui il ghiacciaio ha registrato un arretramento frontale di 385 metri nel solo settore del Lago Argentino: il valore annuale più alto mai registrato da quando lo si osserva sistematicamente.
Trent’anni di dati: il confronto con il ghiacciaio Upsala
A confermare questo cambio di rotta è una recente ricerca pubblicata sulla rivista Progress in Physical Geography, realizzata da un team internazionale di ricercatori dell’Università cilena di Concepción e del Birla Institute of Technology in India. Gli scienziati hanno analizzato quasi trent’anni di immagini satellitari Landsat (dal 1997 al 2023), incorporando le osservazioni più recenti fino al 2025, per ricostruire l’evoluzione nel tempo del ghiacciaio Perito Moreno.
Sebbene la perdita complessiva di superficie tra il 1997 e il 2023 sia stata di circa 3 chilometri quadrati (pari a circa l’1% della sua area originaria), lo studio avverte che la stragrande maggioranza di questa riduzione si è concentrata bruscamente negli anni più recenti.
Il lavoro mette a confronto il comportamento del Perito Moreno con quello del vicino ghiacciaio Upsala, da tempo simbolo del collasso glaciale in Patagonia. Tra il 1997 e il 2023, l’Upsala ha perso ben 73,5 chilometri quadrati di superficie, arretrando di circa 7 chilometri con una media di 304 metri all’anno. Se finora il Perito Moreno rappresentava l’eccezione a questa regola di declino glaciale, oggi i due ghiacciai confermano di condividere il medesimo tragico destino, quello che accomuna tutte le aree glaciali del globo.
Il segreto nascosto sotto il ghiaccio
Per comprendere la natura di questa apparentemente improvvisa inversione di rotta, è necessario guardare a ciò che si nasconde sotto la superficie glaciale. Secondo gli esperti, la spiegazione risiede in un debito di massa accumulato silenziosamente dal ghiacciaio e in alcuni dettagli strutturali svelati da uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment nell’estate del 2025.
Per la prima volta, un team guidato da Moritz Koch ha mappato la topografia del letto del Perito Moreno, utilizzando un georadar (GPR) montato su un elicottero e rilievi batimetrici avanzati. Si è così scoperto che la stabilità storica del ghiacciaio patagonico sarebbe da imputarsi alla presenza di una cresta rocciosa subacquea, su cui poggia attualmente il fronte glaciale. Una sorta di argine, in grado di limitare l’ingresso di masse d’acqua più calde al di sotto della base del ghiacciaio, riducendo di conseguenza la fusione dal basso.
Tuttavia, il clima locale sta cambiando rapidamente: le temperature in aumento hanno innescato un processo di assottigliamento della lingua glaciale, passato da appena 0,34 metri all’anno (2000-2019) a una media di ben 5,5 metri all’anno tra il 2019 e il 2024. Un’accelerazione di oltre sedici volte. Il ghiacciaio ha continuato così a perdere volumi di ghiaccio significativi, indebolendosi e alleggerendosi.
Gli scienziati avvertono che se questo ritmo di assottigliamento persisterà, il Perito Moreno finirà per perdere il contatto con la cresta rocciosa su cui poggia e che ne frena lo scivolamento. Senza questo freno naturale a dare stabilità, il fronte glaciale finirà per trovarsi come “sospeso” su acque profonde. In questa situazione di forte instabilità, potrebbe verificarsi un aumento del distacco di iceberg (il cosiddetto fenomeno del calving) che andrebbe ad accelerare drasticamente il ritiro del ghiacciaio.
Perito Moreno, un futuro senza “rupturas”
La conseguenza più visibile del forte arretramento del fronte glaciale del Perito Moreno è la fine delle storiche “rupturas“. Periodicamente, la lingua del ghiacciaio avanzava fino a raggiungere la sponda opposta, creando una diga naturale che isolava temporaneamente il Brazo Rico. L’acqua del braccio lacustre saliva così di livello per settimane, fino a determinare uno scenografico crollo dell’arco di ghiaccio, davanti agli occhi stupiti di migliaia di turisti.
Con il fronte arretrato di centinaia di metri, il ghiacciaio non arriva più a toccare la roccia dirimpetto, e se i modelli previsionali troveranno conferma, difficilmente tornerà a farlo. Questo scenario rappresenta anche un colpo duro in primis per l’ambiente, in secondo luogo per l’economia locale. Il Perito Moreno è di fatto un’attrazione: solo nel 2023 sono stati venduti quasi 800.000 biglietti per accedere all’area, e circa il 90% dei visitatori che giungono in questa zona della Patagonia lo fa esclusivamente per ammirare il gigante bianco, il supereroe che si sta arrendendo al clima che cambia.






