Dopo gli atti vandalici in Val Serenaia, l’appello dei rifugi: “Non lasciateci sole”
Dopo il danneggiamento di alcune auto durante la manifestazione contro le cave del 7 giugno scorso, le gestrici dei rifugi Orto di Donna, Donegani e Val Serenaia denunciano un forte calo di frequentazione. Anche il CAI Toscana interviene: "Gli escursionisti temono per le loro auto, ma i rifugi restano presidi fondamentali del territorio".
La paura rischia di lasciare il segno ben oltre i danni materiali. A poche settimane dagli atti vandalici che hanno colpito alcune automobili durante la manifestazione contro le cave organizzata il 7 giugno in Val Serenaia, sulle Alpi Apuane, le gestrici dei rifugi della zona lanciano un appello agli escursionisti: continuare a frequentare la valle.
A farsi portavoce della preoccupazione è stata Francesca Salvatori, gestrice del rifugio Orto di Donna, struttura situata a 1500 metri di quota nell’omonima conca ai piedi delle pareti del Pizzo d’Uccello e del Monte Contrario, uno degli accessi più frequentati al versante settentrionale delle Apuane.
“Dopo i tristi fatti di inizio giugno, la paura ha preso il sopravvento e la Val Serenaia si va svuotando“, scrive Salvatori sui social. “Il calo di presenze per noi, per Rebecca del Rifugio Donegani ed Elena del Rifugio Val Serenaia è drammatico“.
Il riferimento è agli episodi avvenuti durante la “camminata consapevole” organizzata dall’associazione Apuane Libere per denunciare quella che gli organizzatori definiscono l’incompatibilità tra attività estrattiva e tutela del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Al termine della giornata alcune auto parcheggiate nella valle furono danneggiate. Il fatto provocò la dura condanna del CAI Toscana, che parlò di “atto intimidatorio” e chiese di individuare rapidamente i responsabili.
Solidarietà alle rifugiste della Val Serenaia
Nelle scorse ore è intervenuta anche la Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del CAI Toscana. In una nota firmata dal presidente Mauro Chessa si sottolinea come una delle conseguenze più evidenti degli episodi sia stata proprio la diminuzione della frequentazione della valle.
“Una conseguenza particolarmente spiacevole è stata la diminuzione della frequentazione della valle, registrata da chi gestisce i rifugi”, scrive il CAI Toscana. “Gli escursionisti e i turisti temono per le loro auto“. Secondo la Commissione si tratta di una situazione probabilmente temporanea e dovuta più a una reazione emotiva che a un reale pericolo per chi frequenta la zona.
Un problema che però pesa su una realtà già delicata. La Val Serenaia, nel comune di Minucciano, in provincia di Lucca, rappresenta uno dei principali punti di accesso escursionistici alle Alpi Apuane settentrionali. Qui si trovano il rifugio Orto di Donna e il vicino rifugio Guido Donegani, storico punto di appoggio del CAI situato poco più a valle, entrambi base di partenza per itinerari verso il Pizzo d’Uccello, il Monte Pisanino e numerose vie alpinistiche della zona.
Per questo le gestrici hanno deciso di reagire pubblicamente. “Venire a trovarci, in queste settimane, non significa solo fare un’escursione, significa lanciare un segnale forte”, scrive ancora Salvatori. “Significa dire che le Apuane sono vive, accoglienti e libere”.
All’appello si è unito anche il Rifugio Donegani: “Svolgiamo il nostro lavoro con costanza e dedizione. Ci troverete presenti tutto l’anno, sempre pronte ad aiutarvi, per un pranzo conviviale, un caffè o un consiglio che spazia dall’escursionismo all’alpinismo”.
Nella sua nota il CAI Toscana ricorda inoltre il ruolo dei rifugi come “presidi della sicurezza degli escursionisti e dell’integrità del territorio“, sottolineando come la loro funzione debba essere posta al centro dell’attenzione delle istituzioni e degli enti che governano i territori delle Alpi Apuane.
A distanza di settimane dagli episodi di vandalismo, il messaggio che arriva dalla valle è dunque semplice: le indagini faranno il loro corso, ma nel frattempo le Apuane restano aperte, accoglienti e pronte a essere vissute da chi le ama.





