Pogačar: “Allenarmi in Italia? Ogni volta rischio la vita”
Le parole di Tadej Pogačar, dopo la vittoria alla Milano-Sanremo, riaccendono il tema della sicurezza sulle strade italiane.
A dirlo non è un corridore qualunque, ma uno dei migliori scalatori del ciclismo mondiale. Tadej Pogačar, due volte vincitore del Tour de France, ha denunciato in un’intervista le condizioni di sicurezza sulle strade italiane.
“Ogni volta che mi alleno in Italia rischio la vita”, ha dichiarato all’indomani della vittoria alla Milano-Sanremo, la classicissima dove ha conquistato il gradino più alto del podio con uno sprint su Tom Pidcock. Una gara per cui il ciclista sloveno si è preparato con lunghi e duri allenamenti proprio sulle strade e sulle salite della Liguria. “Sono venuto qui ad allenarmi tantissime volte, e ogni volta si rischia la vita perché, senza voler offendere nessuno, il traffico sulle strade italiane a volte è un po’ criminale. Stanno costruendo delle bellissime piste ciclabili, e forse tra qualche anno ci sarà anche una splendida strada costiera, ma ci vuole molto impegno”.
Il suo non è un attacco, ma quasi una provocazione che apre un dibattito mai chiuso, quello sulla sicurezza per i ciclisti, appunto. Il tema, infatti, non riguarda solo un singolo Paese. Pogačar ha parlato della difficoltà, sempre più evidente, di condividere la strada con il traffico, tra comportamenti pericolosi e una generale mancanza di attenzione verso chi pedala. Parole che pesano, perché arrivano da un atleta abituato ad allenarsi sulle strade di tutto il mondo.
I dati
In Italia, il tema della sicurezza dei ciclisti resta aperto e i numeri lo confermano. Secondo i dati ISTAT, presentati nell’ultimo report “Incidenti stradali in Italia” del 2023, si sono registrati oltre 16mila incidenti che hanno coinvolto biciclette, con circa 210 ciclisti morti e più di 15mila feriti. Un dato che negli ultimi anni è rimasto stabilmente elevato, con una tendenza alla crescita rispetto al periodo pre-pandemia, anche per effetto dell’aumento di chi utilizza la bici su strada.
Non solo Pogačar
Se l’ultima voce a levarsi è stata quella del fuoriclasse sloveno, Tadej Pogačar non è però l’unico a toccare questo tema. In questa direzione si inseriscono anche iniziative concrete per aumentare la sicurezza. Da un lato il progetto promosso da Paola Gianotti, che ha portato all’installazione di cartelli stradali per segnalare la presenza frequente di ciclisti lungo alcune delle strade più battute. Dall’altro le iniziative e le prese di posizione di Omar Di Felice, da anni impegnato nel sensibilizzare sul tema della sicurezza e della convivenza tra utenti della strada. Segnali diversi ma nella stessa direzione: aumentare consapevolezza e rispetto, elementi fondamentali per ridurre i rischi per chi pedala.



