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I'll call you in Kathmandu

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La storia della donna più temuta dagli alpinisti e di uno dei pilastri fondamentali dell’alpinismo himalayano. Elizabeth Hawley è una donna che ha infranto tutti tabù della sua epoca: si è trasferita, da sola, in Nepal negli anni Sessanta. Laggiù ha iniziato a seguire le spedizioni alpinistiche fino a diventarne la cronista per definizione: l’unica che, senza nessuna investitura, è oggi in grado di confermare o negare le cime raggiunte. Ecco "I’ll call you in Kathmandu", il libro che racconta la sua vita senza risparmiare indiscrezioni e note "piccanti".

Quarant’anni sulla cresta dell’onda. Guadagnando ogni giorno terreno e stima in un paese lontano come il Nepal e in un mondo alpinistico e difficile come quello dell’alpinismo. Forse perchè lei, che non ha mai scalato nessuna di quelle montagne giganti, è ancora più "tosta" di chi invece lo fa. A dirlo, non è solo Bernadette McDonald, l’autrice: sono alpinisti come Sir Hillary, Reinhold Messner, Chris Bonington, Tomaz Humar, Ed Viesturs e molti altri.

La McDonald infatti, climber canadese e direttrice del Banff Mountain Film Festival, ha costruito l’incredibile storia di Miss Hawley sulla base di lunghe interviste insieme a lei ma anche con le parole di celebri alpinisti con cui ha condiviso momenti importanti, di conoscenti e collaboratori di Kathmandu. Ed è proprio il confronto di questi racconti che produce il ritratto unico e sfaccettato di una delle donne più intraprendenti e vivaci del Novecento. E che nel contempo offre una panoramica unica sullo sviluppo dell’alpinismo himalayano, che ha vissuto la sua età dell’oro proprio negli stessi decenni di Miss Hawley.

Il libro, pubblicato nel 2005, vanta la prefazione di Sir Edmund Hillary, il primo uomo a scalare l’Everest. Un uomo con cui Miss Hawley ha lavorato e ha condiviso molti anni della sua vita e che molti credono abbia avuto una relazione con lei. Ma nessuno è mai stato in grado di dimostrarlo.

Nel libro, l’autrice non risparmia anche aneddoti "piccanti" come questo, che viene raccontato nientemeno che da Doug Scott. Ma ci sono altre curiosità tra queste pagine: quella del presunto innamoramento con Don Whillans o ancora il misterioso scienziato col quale lei arrivò in Nepal e poi scomparve nel nulla.

Insomma, non c’è da annoiarsi con "I’ll Call you in Kathmandu", il libro intitolato con una delle frasi forse più pronunciate da Miss Hawley nel corso della sua vita. C’è forse solo un po’ da impegnarsi se vorrete leggerlo in inglese, ma d’altronde, se doveste mai andare a Kathmandu, è quella la lingua che dovrete parlare. Questo libro potrebbe costituire un buon allenamento o un buon compagno per il viaggio!

In ogni caso, del libro è uscita anche un’edizione italiana nel 2007, edita da Vivalda e in vendita a 19 euro.

Sara Sottocornola

Guarda il video: Elizabeth Hawley, intervista alla Lady degli 8000

Autore: Bernadette McDonald

INGLESE – I’ll call you in Kathmandu
Editore: The Mountaineers Books
Pagine: 256, con rilegatura rigida, 30 foto in bianco e nero, 2 cartine
Prezzo: $ 24,95

ITALIANO – Ti telefono da Kathmandu
Editore: Cda Vivalda
Pagine: 239
Prezzo: € 19,00

 

 

 

 

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