Carlos Soria, 86 anni, in partenza per il Manaslu (8163 m)
Lo straordinario alpinista catalano ha salito ben 10 ottomila dopo aver compiuto 60 anni e non ha intenzione di arrendersi all’età. Solo nei mesi scorsi è salito sull’Aconcagua. “La vetta? Un sogno, ma perché non provare a realizzarlo”?
Obiettivo Manaslu. A ottantasei anni. Sì avete letto bene. C’è da rimanere sbalorditi, ma lo stupore si attenua (appena un po’) quando si scopre che l’alpinista che è appena decollato dall’Europa alla volta di Kathmandu è Carlos Soria. Non uno qualunque, quindi. E uomo che non si è mai fatto spaventare dall’età: il catalano è l’unico al mondo ad aver raggiunto dieci ottomila dopo aver compiuto i 60 anni. Tra questi (e si tratta sempre di record) il K2 a 65 anni, il Broad Peak a 68, il Makalu a 69, l’Hidden Peak a 70, il Manaslu a 71, il Kanchenjunga a 75 e l’Annapurna a 77. E’ invece di appena due anni fa l’incidente sul Dhaulagiri, quando Soria fu travolto da uno sherpa e si ruppe il perone. Ma la voglia di continuare a salire le vette più alte è stata più forte della sfortuna ed eccolo all’inizio del 2025 sulla vetta dell’Aconcagua.
Ma nel 2025 ricorrono i 50 anni della fortunata spedizione spagnola sul Manaslu (la prima di un team iberico su un Ottomila), alla quale aveva preso parte anche lo stesso Soria, un anniversario da celebrare nel migliore dei modi. Il focus non poteva che essere quello: tornare lassù. Detto fatto.
Soria è partito con una spedizione leggera. Con lui c’è Luis Miguel Soriano, suo compagno in molte ascensioni, di cui Carlos si fida pienamente: “Ci conosciamo bene da molto tempo, è la persona migliore per andare in spedizione”, ha detto di lui Soria”. Con loro anche Pedro Mateo e Juan Boada, che però non hanno intenzione di raggiungere la vetta.
Il loro piano è quello di andare inizialmente nella regione di Khumbu, dove acclimatarsi con tranquillità a quasi 6000 metri di quota per poi arrivare al campo base il più preparati possibile. Saranno invece ridotte al minimo le rotazioni al C1 e al C2 prima dell’attacco in vetta. “È una montagna pericolosa, l’idea è di muoversi su e giù per il Manaslu il meno possibile e aspettare il momento migliore per arrampicarsi”, ha detto Soria.
Riuscirà a raggiungere nuovamente la vetta del Manaslu? Poco importa, in questo caso. Noi però ci speriamo ripetendoci le parole dello stesso Soria: “i tuoi sogni non verranno a cercarti sul divano di casa”. In bocca al lupo Carlos.