Medicina e benessere

Sole: i pericoli in alta quota

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Sapevate che i raggi Uv si intensificano con l’alzarsi della quota? Che il sole a picco e le belle giornate in montagna, tanto sognate da vacanzieri e alpinisti, nascondono anche molti pericoli? La minaccia è soprattutto per la pelle e per gli occhi, che senza opportuni accorgimenti, possono soffrire dell’eccessiva esposizione solare e riportare gravi danni. Ecco qualche informazione per conoscere meglio questo fenomeno, e qualche consiglio su come comportarsi.

L’irraggiamento proveniente dal sole è costituito da un vasto spettro di radiazioni, che vengono classificate in  varie categorie  a seconda della loro lunghezza d’onda. Tra tutte queste radiazioni solo una piccola parte è responsabile dei fenomeni biologici che possono interessare il corpo umano.
 
I raggi Uv, che si dividono in Uva, Uvb, e Uvc, sono quelli più attivi dal punto di vista biologico. In particolare sono in grado di causare le ustioni a livello della pelle e l’oftalmia da neve.
 
Più si sale in quota e più l’atmosfera si restringe e l’irraggiamento Uvb si intensifica. Si dice che la quantità dei raggi Uvb aumenti del 4 per cento ogni 300 metri. di dislivello. Quattro sono i fattori in grado di rendere i raggi Uv più aggressivi: la quota, infatti la filtrazione atmosferica diminuisce mentre si sale; la superficie di riflessione, infatti la neve può arrivare a riflettere fino a circa il 90 per cento delle radiazioni; il cielo, perchè i raggi Uv non vengono assorbiti dalle nubi o dalla nebbia e, al di sotto dei 2000 metri, un cielo nuvoloso è in grado di emettere circa la metà dei raggi Uv. Infine, c’è la durata dell’ esposizione: le lesioni causate dai raggi Uv compaiono dopo qualche ora e, in caso di esposizioni intermittenti, va ricordato che le lesioni si sommano qualora l’intervallo che le separa non superi le 24 ore.

Il fenomeno della riflessione delle radiazioni è pari all’80 per cento sulla neve, al 20 per cento sulla sabbia, al 5 per cento sull’acqua ed al 3 per cento sull’erba.
 
Per quanto riguarda gli effetti biologici precoci dei raggi solari sulla pelle, oltre al calore e all’arrossamento a livello cutaneo, compare velocemente una certa  pigmentazione.

I sintomi di tipo ritardato (colpo di sole) possono essere di primo grado, con una pelle di colore rosa pallido che diventa normale in 2-3 giorni, senza spelature; di secondo grado, con rossore intenso della cute tendente al violaceo che si spela entro 72 ore; di terzo grado, quando oltre al colore rosso-violaceo della pelle, compare un gonfiore del viso e delle palpebre, ma dopo la spelatura la pelle conserva una certa abbronzatura.

Quando i sintomi sono di quarto grado, si tratta di una ustione di secondo grado, accompagnata da brivido, febbre, e senso di nausea. La pelle è a brandelli e, nel tempo, possono rimanere delle cicatrici. Anche in questo caso è indispensabile e fondamentale  la prevenzione, applicando creme solari protettive di buona qualità , proteggendo, specie oltre i 3000 metri di quota , le parti del corpo più sensibili e più esposte . In caso di “ colpo di sole “ si possono somministrare dei farmaci antinfiammatori e delle creme ammorbidenti, idratanti e antisettiche.

La prossima settimana parleremo dei rischi per gli occhi e dell’oftalmia.

 

Giancelso Agazzi

 

Bibliografia : Médecine et sports de montagne di  J.L. Etienne ,1987 ; Wilderness Medicine di P. Auerbach Fith Edition ; Tetit manuel de médecine de montagne di E. Cauchy, 2007.

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