Itinerari

Sciliar, l’incanto delle Dolomiti

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Fra il verde scintillante dei boschi della val di Siusi si erge l’imponente altipiano dello Sciliar, uno degli emblemi del Trentino Alto Adige. Terra di leggende e di streghe, questo territorio incantato forma il Parco Naturale Sciliar-Catenaccio, una zona protetta nelle Dolomiti altotesine occidentali.

Dai pittoreschi villaggi della valle, come Siusi, Castelrotto e Fiè, alle cui finestre fanno capolino variopinte composizioni di fiori, prendono il via diversi tragitti che conducono alla scoperta dell’altipiano, offrendo visuali indimenticabili sul territorio circostante.

Oggi vi consigliamo il sentiero che da Castelrotto porta al rifugio Bolzano (2475 metri), fino ad arrivare ai Laghetti di Fié. Lungo il cammino si possono ammirare le stelle alpine, specie floristica protetta, gli antichi alpeggi e i magnifici paesaggi della ridente valle altotesina. Si incontrano anche diversi putni di ristoriro come Saltner Hütte, Rifugio Bolzano,Malga Seggiola, Tuff Alm, Laghetti di Fié.

Da Castelrotto parte il sentiero segnalato con una S (sentiero Scillar) che conduce all’Alpe di Siusi, una distesa di prati fioriti, contornata da boschi misteriosi e cime incantate.Si passa dalla malga Ritschschwaige, per poi salire verso uno spiazzo panoramico, da cui, seguendo sempre la segnaletica S, si scende fino alla Saltner Hütte, a 1750 mt. Qui le fresche acque del Rio Scillar offrono l’ultima possibilità di rinfrescarsi.

Seguendo il sentiero, intraprendiamo una serie di tornanti che ci portano all’Altipiano Sciliar: da questo spiazzo possiamo ammirare un panorama senza pari, che dà sul monte Adamello e sul gruppo dell’Ortler, sui ghiacciai delle Alpi dell’Oetztal e dello Stubai. Ci si può fermare al rifugio Bolzano, per riposarsi o per ristorarsi, prima di intraprendere di nuovo la camminata.
 
Dal rifugio Bolzano il sentiero scende fino ad arrivare a 1919 metri alla Malga Seggiola, non raggiungibile con i mezzi di trasporto: il contadino che la gestisce scende fino a Piè per le provvigioni, portate alla baita con l’aiuto di un mulo.

Per giugnere alla malga, si passa sul famoso Prügelweg, costruito con assi di legno al fine di facilitare il transito delle vacche per salire sugli alpeggi in estate. A questo punto, attraversiamo la gola dello Sciliar, giungendo al crocevia Peter Frag. Il sentiero prosegue per la Tuff Alm, fino ad arrivare più a valle ai Laghetti di Fiè. Qui potrete trovare un comodo servizio pullman che vi ricondurrà a Castelrotto.

La camminata è di circa 8 ore per un totale di 18 chilometri. Solo il primo tratto è in salita, fino al rifugio Bolzano, con un dislivello di450 metri, mentre il resto della camminata è in discesa. E’ consigliato avere una buona forma fisica e un abbigliamento adeguato alla montagna, ai piedi un paio di scarponi. La pace del luogo è garantita anche dalla chiusura dell’accesso all’Alpe alla circolazione dei mezi privati dalle 9 alle 17.

Se volete scoprire lo Scilar in modo originale, lunedì 16 luglio il parco organizza a Castel Presule, nelle vicinanze di Fiè, un’escursione serale guidata da esperti alla scoperta delle farfalle e dei pipistrelli. L’iniziativa appartiene al progetto di ricerca "Habitat Sciliar", per la documentazione della flora e della fauna dell’altipiano.

Due esperti guideranno l’escursione: lo zoologo Christian Drescher, collaboratore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, esperto di pipistrelli, e Peter Huemer, esperto di lepidotteri del Museo “Ferdinandeum” di Innsbruck.

Per raggiungere lo Sciliar, sull’autostrada A22 si prende l’uscita Chiusa – Altipiano dello Sciliar Alpe di Siusi, oppure l’uscita Bolzano nord – Altipiano delo Sciliar/Alpe di Siusi.

 

Candida Cereda
 

 

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