Strage di lupi nel PNALM, la condanna del Ministro dell’Ambiente: “Atto orrendo e grave, intensificheremo i controlli”
Il Presidente Cannata ringrazia il Governo per la vicinanza: "Segnale fondamentale per la legalità". ISPRA invoca un’alleanza per la salute degli ecosistemi.

La silenziosa strage di fauna selvatica perpetrata da ignoti tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e la sua area contigua ha assunto dimensioni senza precedenti. Nelle ultime settimane, la conta dei lupi uccisi – vittime principali ma non esclusive di quello che appare come un sistematico avvelenamento – è salita vertiginosamente, fino a sfiorare quota 20. Una cifra drammatica, che si teme possa crescere man mano che i sopralluoghi dei Carabinieri Forestali delle unità cinofile antiveleno proseguono sul territorio.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto sulla vicenda con parole dure, definendo l’accaduto “orrendo e grave”.
Ministro dell’Ambiente: più controlli il bene della fauna
Il Ministro ha annunciato di aver chiesto al Comando Unità Forestali (CUFAA) di intensificare i controlli: “Manterremo alta l’attenzione per impedire che queste ignobili azioni vanifichino gli sforzi condotti per la protezione di questa preziosa specie, fondamentale per l’equilibrio del nostro ecosistema”.
Immediata la risposta del Presidente del PNALM, Giovanni Cannata, che ha espresso profonda gratitudine per il sostegno espresso dal Governo: “In un momento di così straordinaria gravità, la vicinanza delle Istituzioni nazionali rappresenta un segnale importante”.
Il Presidente Cannata ha poi tenuto a evidenziare come l’Ente stia continuando a operare in stretto raccordo con la Procura di Sulmona e con il CUFAA per fare piena luce sulla vicenda: “Siamo di fronte a un fatto di eccezionale gravità. Il Parco farà fino in fondo la propria parte con il massimo impegno operativo per difendere un patrimonio che appartiene alle comunità locali e all’intero Paese“.
Dopo aver ringraziato le numerose istituzioni e associazioni che in queste ore hanno manifestato solidarietà, ha ribadito inoltre il valore simbolico di questa battaglia: per Cannata, infatti, difendere il lupo oggi significa innanzitutto “difendere la legalità, la credibilità delle istituzioni e il futuro stesso della cultura della conservazione”.
ISPRA: la risposta in un’alleanza per la biodiversità
Anche l’ISPRA ha espresso una condanna netta. Piero Genovesi, responsabile fauna dell’Istituto, ha aggiunto che l’uccisione di 18 lupi è di una “gravità inaudita”, un atto vile che mette a rischio il lavoro di anni, condotto dall’ISPRA, dai Ministeri, dalle Aree protette, dagli amministratori e comunità locali, per favorire la convivenza tra attività umane e grandi predatori. “I nostri ricercatori – informa Genovesi – stanno raccogliendo ed analizzando tutti i dati disponibili per fornire una base conoscitiva aggiornata ai decisori e ai carabinieri forestali chiamati a reagire a questo vile attacco.”
La presidente ISPRA e SNPA Maria Alessandra Gallone ha definito quanto accaduto “intollerabile” e da condannarsi “senza esitazioni”, sottolineando che non si possono accettare scorciatoie illegali che mettono a rischio la sicurezza dei territori e la salute degli ecosistemi. “Come ISPRA mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle comunità il nostro patrimonio di dati, competenze e capacità di analisi per sostenere scelte fondate sulla scienza e non su valutazioni arbitrarie pericolose e illegali.”
L’invito che la presidente rivolge alla collettività è di evitare conflitti e puntare sulla costruzione di un’alleanza tra istituzioni, mondo agricolo e zootecnico, comunità locali e sistema scientifico, “perché la tutela della biodiversità, la sicurezza delle persone e la qualità della convivenza tra uomo e natura sono parte della stessa sfida, e si vincono solo insieme”.
Concorde sulla necessità di un gioco di squadra, per fermare coloro che attentano alla biodiversità, è anche il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che nei giorni scorsi ha definito l’avvelenamento un gesto criminale e inaccettabile: “Colpire la fauna significa colpire l’identità stessa dell’Abruzzo, una terra che ha nella natura e nella biodiversità uno dei suoi valori più autentici. Come Regione siamo pronti a costituirci parte civile contro chi si è reso protagonista di questo atto vile e a sostenere ogni azione utile perché venga fatta giustizia.”



