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Tav in Val di Susa: la magistratura sequestra i terreni

11 dicembre 2005 – Colpo di scena nella vicenda dell’alta velocità ferroviaria in Val di Susa. Dopo la battaglia e il muro contro muro della scorsa settimana, ora tocca all’intervento della magistratura di Torino. I giudici hanno messo sotto sequestro i terreni dei cantieri di Venaus, bloccando di fatto i lavori per la linea Torino-Lione.

 

"Stamattina abbiamo trovato lungo il perimetro dei terreni fogli di carta con su scritto: cantiere sottoposto a sequestro dalla magistratura" ha detto il sindaco di Venaus Nilo Durbiano al Corriere della Sera. Ciò significa, ha spiegato, "che l’accesso all’area è interdetto anche per l’azienda che deve effettuare il lavori e ciò favorisce il dialogo sulle questioni che riteniamo utili e necessarie".

 

”Si tratta – ha spiegato il procuratore aggiunto di Torino, Maurizio Laudi – di un sequestro probatorio conseguente ai reati commessi durante la manifestazione dell’ 8 dicembre scorso”.

 

L’ area è stata ”affidata in custodia” ai legali delle ditte che devono costruire il tunnel (La Ltf e la Cmc, che fa da capofila al consorzio di imprese costruttrici). e il provvedimento ”non è di impedimento alla prosecuzione dei lavori”, ha detto ancora Laudi all’Ansa. Nel decreto di sequestro si ipotizzano i reati di violenza a pubblici ufficiali, occupazione abusiva, danneggiamento e devastazione.

 

La magistratura ha emesso il provvedimento in seguito alla relazione ricevuta dalla Questura di Torino,  in merito agli incidenti del 6 e dell’8 dicembre. Per ora non risultano essere stati emessi avvisi di garanzia.

 

Nel frattempo il Governo stava trattando con gli enti locali la riapertura del cantiere e le garanzie di impatto ambientale dell’alta velocità in Val di Susa. Stamattina doveva tenersi la conferenza dei sindaci, per discutere i contenuti della riunione di ieri con il governo. Oggi pomeriggio è prevista un’assembla cittadina a Bussoleno.

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