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Bhutan, sul sentiero del rilancio

25 novembre 2005 – Nel 2002, sette uomini coraggiosi trascorrono 60 giorni in Bhutan, percorrendo 560 chilometri attraverso il Paese. Tra loro c’era anche l’allora ministro della Salute – e oggi premier – Lyompo Sangay Ngedup.

 

 

bhutanEd è stato proprio lui a farsi promotore del documentario "A walk for health in the kingdom" che racconta l’entusiasmante avventura lungo un sentiero che collega le quattro valli principali del Bhutan.

 

Il filmato è stato presentato con successo nella passata edizione del Film Festival di Trento. E da qui è nata l’idea di rilanciare il sentiero in cresta – tra i 2500 e 3000 metri – compiuto nel 2002, e di trasformarlo in un accessibile quanto interessante itinerario turistico.

 

Incuneato tra Cina e India, per secoli il Bhutan è rimasto isolato dal resto del mondo. Solo nel 1974 si è aperto al turismo. Il Paese ha scenari montuosi e paesaggi naturali superbi. Ed è quasi interamente ricoperto da foreste e prati spontanei. Ricchezze naturali su cui il governo sta puntando per incrementare l’economia e uscire dall’isolamento.

 

Ma le sorprese del Bhutan non sono finite. Anche l’architettura e la cultura sono uniche nella loro purezza. Per ora solo poche migliaia di visitatori hanno potuto assaporarle. E assaporare è la parola giusta perché il Buthan va gustato senza fretta: il tempo lassù nel "Regno del Drago" (il simbolo riportato sulla bandiera) non ha alcun valore.  

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