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Quattro passi nella storia di montagna, in mostra a Bellinzona

22 novembre 2005 – Un tuffo nel passato per raccontare la storia delle genti di montagna. Partirà nei prossimi giorni a Bellinzona la mostra "Uomini e scambi nell’antichità".  

 

alpiOltre 400 oggetti provenienti da scavi e musei svizzeri, italiani, tedeschi e austriaci, oggetti in bronzo e in ferro, in pietra, osso e corno, monete, gioielli e suppellettili, armi e ceramiche. Il Ticino ha contribuito con reperti dell’età del ferro ( I millennio a.C.) provenienti da due tombe scoperte a Pregassona- Viarnetto, tra i quali spicca la magnifica cista cordonata in bronzo del sesto secolo.

 

Altri oggetti sono stati rinvenuti nelle necropoli di Arbedo-Cerinasca, di Airolo-Madrano, come pure a Molinazzo di Arbedo, Neggio e Stabio: dall’antichità alla romanizzazione, fino ai primi secoli della nostra era.

 

Nell’antichità le Alpi erano un ostacolo, ma non invalicabile. Per necessità i nostri antenati le attraversavano, risalendo le valli liberate dai ghiacci, all’inseguimento della selvaggina. Con il passere dei secoli sono state create vere e proprie vie di comunicazione per il trasporto di uomini, merci ed idee, che non seguivano però necessariamente le stesse direttrici di oggi. Non solo San Gottardo, dunque. Ma anche la Via Claudia Augusta, tra il Tirolo e il Danubio.

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